Un libraio a Bologna alla BCBF, la mostra del libro per bambini

In primavera è tempo di fiere e Bologna sboccia con la BCBF, acronimo per Bologna Child Book Fair, ovvero la Fiera del Libro per Bambini di Bologna, la kermesse italiana più importante per l’editoria sotto ai 18 anni.

E badate che parlando di “editoria sotto ai 18 anni” si apre un mondo, ma che dico un mondo, si apre tutto un universo! Un mondo meraviglioso che in Italia si chiama BCBF e che tutte le primavere si schiude nel capoluogo romagnolo per incantare grandi e piccini. In verità questa fiera è destinata solo agli addetti ai lavori e svolge il ruolo di mettere in comunicazione librai, editori, autori, bibliotecari, agenzie di stampa, pubblicitari e tante altre figure professionali, ma a farla da padrone sono soprattutto gli illustratori, questi geni che mettono la loro arte a servizio del libro perché funga sì da decoro, ma che sia anche veicolo di contenuti e messaggi importanti per il libro stesso.

Sì, la BCBF ci è piaciuta, ci ha affascinati e ci ha ammaliati (per la Libreria Sognalibro c’era il libraio e la di lui moglie), ci ha sedotti con i suoi colori e ci ha accompagnati nei due giorni che l’abbiamo frequentata con le mille opportunità di crescita e di conoscenza: quindi non è stata solo espositori da conoscere e libri da vedere, ma anche presentazioni, seminari, incontri con gli autori e con gli autori. E non solo: conferenze, tavole rotonde e premiazioni di concorsi in un carosello di suoni e colori che è riuscito a demolirmi a metà del secondo giorno… Non che ci volesse poi molto, questo già lo sapevo, ma la quantità di cose da fare e da vedere era tale che avrebbe messo al tappeto chiunque.

Qui sotto segue una serie di foto che potranno forse far immaginare meglio la nostra BCBF, quello che abbiamo vissuto noi e che abbiamo documentato, ma naturalmente la Fiera era molto, molto di più e chi volesse averne maggiori notizie può andare a consultare il sito ufficiale così potrà avere una pallida idea di quello che si è perso e magari programmarlo per il prossimo anno.

Per chiudere due note, una che mi ha sorpreso piacevolmente e una che mi dato un po’ fastidio. Parto dalla seconda, l’abuso dell’inglese: giustamente onnipresente in quanto fiera internazionale, è arrivato anche in parecchi casi a soppiantare del tutto la lingua ospitante e questo no, non mi è sembrato giusto. Quella bella è stata invece il ruolo degli illustratori e la vetrina che la BCBF mette a loro disposizione: un muro da colorare e illustrare, corsi, concorsi e 4-5 pareti dove poter attaccare i propri lavori e recapiti per essere contattati da chi volesse: davvero un bel modo per fare pubblicità!

Arrivederci Bologna, arrivederci BCBF, alla prossima!

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