Ancora gatti!

Torniamo a parlare di loro, di quei gatti che da Sekhmet in poi, la divinità egizia dalle fattezze feline venerata perché il suo popolo cacciava i topi nei preziosi granai, affascinano l’essere umano con le loro movenze fluide e il fare misterioso, con quella nonchalance tra il furbastro e il ruffiano, e volenti o nolenti sono i veri padroni delle case dell’uomo occidentale del terzo millennio.

Gli amanti dei gatti saranno contenti di sapere che i loro beniamini riscuotono molto successo anche tra gli scrittori e che continua la proliferazione di libri a loro ispirata, di cui in questo articolo andremo a parlere per presentare ben 4 (QUATTRO!) titoli, ampliando il discorso aperto qui. Ma che non ci siano argomenti più interessanti di un mammifero peloso dotato di artigli retrattili, occhioni languidi e fusa da profondere a diffusione? Evidentemente no, e questa è anche una bella fortuna e, se avrete la pazienza di seguirci – come diceva il sempre ispirato Alberto Angela – andremo insieme a scoprire perché.

Il gatto che aggiustava i cuoriIniziamo subito con una bella doppietta: di Rachel Wells presentiamo qui Il gatto che aggiustava i cuori e Il gatto che insegnava a essere felici. Niente da dire, sicuramente un gatto da tenere prezioso! Come avrete intuito qui si parla di amore, ma a onor del vero l’amore sarà il leit motiv di tutto questo articolo, che qui si manifesta in versione sette vite, un animaletto misterioso, che si lega a te e che, senza che tu lo voglia, diventa parte integrante della tua vita fino a dormirci insieme e sottostare alla sua tirannia. Non ce l’ho col gatto, sia ben chiaro, se parlo così è perché a suo tempo ci sono cascato anch’io… Ma torniamo ai libri! Storie così si sa già che saranno dei successi annunciati, basta saper mettere insieme due frasi e inventarsi una storia d’amore che non traballi ed ecco fatto! L’acquirente è già stato sedotto – o forse sedottA – e la vendita è già avvenuta. E in questo vendere aria fritta, forti anche di una macchina pubblicitaria imponente, gli americani sono bravissimi, mentre noi ci beviamo le narrazioni di questi gatti taumaturgici come oro colato. In  questo caso la Wells intesse una storiella smielata dove Alfie, il nostro prode felino, è per natura in grado di riconoscere i desideri più nascosti delle persone e capisce che Claire è ancora in cerca di amore dopo essere stata lasciata dal marito, che Jonathan, cinico e disincantato, in realtà si sente troppo solo, e che Polly vorrebbe solo qualcuno in grado di proteggerla. Giorno dopo giorno, si accorgono di quanto abbiano bisogno di lui. Il loro nuovo amico è pronto ad aiutarli, a provare a cambiare le loro vite, a riaccendere le loro speranze. Perché Alfie è in grado di aggiustare quello che il destino a volte ha rotto e di ascoltare la melodia silenziosa dei loro cuori. Ed eccoci qua: viva Alfie!

Ma non è mica finita qui, sapete?! Alfie ritorna per una nuova mirabolante avventura: nella seconda parte delle sue gesta, Il gattoIl gatto che insegnava a essere felici che insegnava a essere felici, torniamo ad Edgar Road, dove troviamo la nosta amabile palla di pelo finalmente e completamente inserita nel tessuto umano e urbano. Gli abitanti del quartiere lo accudiscono come una vera famiglia; hanno imparato ad amarlo e non possono più fare a meno di lui. Ma all’improvviso nella via arrivano dei nuovi vicini i cui movimenti appaiono sospetti: hanno traslocato di notte e non fanno amicizia con nessuno. L’armonia del quartiere è in pericolo e Alfie deve fare qualcosa. È convinto che dietro quelle facce tristi si nasconda un bisogno di aiuto e di conforto. Piano piano, la nuova famiglia si accorgerà di quanto lui sia prezioso per le loro vite: perché Alfie sa che si deve lasciare il cuore aperto a nuovi amici, nuove avventure, nuovi incontri inaspettati. E anche all’amore, che arriva proprio quando si crede di averlo perduto per sempre. Già. Per fortuna che c’è Alfie e anche leggendo un po’ di recensioni in giro, tipo qui, si capisce che si tratta di testi per un pubblico riservato, naturalmente amante dei gatti e in cerca di storie semplici.

Lasciato Alfie proseguiamo con Il grande Miao, di Paul Gallico, Il grande Miaol’autobiografia di un gatto che non ha peli sulla lingua, se non quando non si è appena toelettato, e ne ha per tutti. Questo libro è un un classico senza tempo: pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1964, Il grande Miao vuole essere un manuale per gatti di tutte le età, e soprattutto per gattini alle prime armi che si apprestano a «conquistare» una famiglia. Voce narrante è una micina molto furba, scaltra e intelligente, che elargisce consigli e rivela stratagemmi su come sottomettere e addestrare i bipedi. Non manca proprio nulla: dalle puntuali ed esilaranti descrizioni dei comportamenti di uomini e donne, alle istruzioni su come gestire bambini e scapoli; dalle indicazioni su come impadronirsi di poltrona e letto, a quelle su come affrontare eventuali visite di sconosciuti o festività natalizie. Con tono vivace e un’ironia accattivante, Paul Gallico offre uno sguardo divertente e originale sulle varie idiosincrasie di noi bipedi e ci accompagna nella mente dei nostri amici felini, dei quali sapremo riconoscere, con un sorriso incantato e arreso, tutte le tattiche e gli atteggiamenti qui deliziosamente raccontati.

Non so se si è percepito il cambio di tono, ma sono passato da un atteggiamento superficiale e un po’ snob a uno un po’ più partecipato e contuniamo e chiudiamo questo articolo così, poiché Il mondo secondo Bobanche l’ultimo libro è reputato da chi scrive degno di una lettura, non tanto perché sia meno addizionato di zuccheri, quanto perché tratta una tematica sociale importante e qui stavolta un gatto non salva un cuore spezzato, ma restituisce al mondo una vita: parliamo di A spasso con Bob, di James Bowen. Quando James Bowen trova davanti alla porta del suo alloggio popolare un gatto rosso, rannicchiato in un angolo, indifeso e ferito, non immagina quanto la sua vita stia per cambiare. James, ventisette anni, un passato di alcol e droga, non ha un lavoro né una famiglia su cui contare. Vive alla giornata per le vie di Londra, e raccoglie qualche spicciolo suonando la chitarra davanti a Covent Garden e nelle stazioni della metropolitana. L’ultima cosa di cui ha bisogno è un animale domestico. Eppure non resiste a quella palla di pelo, che subito battezza Bob. Pian piano James riesce a farlo guarire, e a quel punto lascia il gatto libero di andare per la sua strada, convinto di non rivederlo più. Ma Bob è di tutt’altro avviso: per nulla al mondo intende separarsi dal suo nuovo amico e lo segue ovunque. Instancabile. Finché a James non rimane che arrendersi. È l’inizio di una meravigliosa amicizia e di una serie di singolari, divertenti e a volte pericolose avventure che trasformeranno la vita di entrambi, rimarginando lentamente le vecchie ferite, anche quelle più profonde. A spasso con Bob è una storia tenera e commovente che parla di amicizia, felicità e amore. Un messaggio di speranza che, nel mondo, ha già toccato il cuore di oltre sette milioni di lettori e ha aperto la via a una vera e propria serie con altri due titoli: Il mondo secondo Bob e Un dono speciale di nome Bob.

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