Attacco alla privacy 2: Sotto controllo

Una volta problemi come questi / li sognavano i pazzi e gli ubriachi, / cose che ci fanno seri e mesti, / che portan di sicuro grattacapi. / Si pensa alle persone in malafede, / capaci di bruttissime intenzioni, / Sotto controlloimporta poco o niente che succede, / la scusa è di salvare le nazioni. / Da paroline parte la magia, / un occhio che ti guarda in gran segreto, / un cervellone legge e poi ti spia, / sia tu su un grattacielo o in un minareto. / Servizio nazional di sicurezza, / ha mezzi che noi manco immaginiamo, / agire deve sempre in segretezza, / il rischio è che poi noi lo scopriamo / e invece se alla fine esce una voce / e tutto gli racconta al giornalista, / il mondo non potrebbe esser più atroce, / un fiume viene fuor da quella pista. / Vien fuori che siam tutti sorvegliati, / aiuta molto il mondo digitale, / da bravi finiremo condannati / se solo ci esprimiamo un poco male; / vien fuori che chi esporta “libertà” / di scheletri nascosti ne ha parecchi, / se guarda tutti senza dignità / sian giovani, adulti e anche vecchi: / persone d’ogni età, razza, cultura, / che vengono passate al microscopio, / usando come scusa la paura, / dei dati lor subiscono un esproprio. / Allor per riparare all’ingiustizia, / Edoardo si decide: Ne ho abbastanza! / E mette via da parte la pigrizia, / coraggio prende e lascia la sua stanza. / Da quel momento s’alza un polverone, / ch’arriva in lungo e in largo in ogni terra, / e scuote d’improvviso le persone, / si rischia in più d’un caso anche la guerra. / Pel nostro bell’eroe scatta l’esilio, / da acerrimi nemici viene accolto / e all’ombra della stella e san Basilio, / noi tutti prepariam a dargli ascolto. / La scheda qui trovate, se volete, / perché, di quel che son le nostre gesta, / andando a setacciare ben la rete, / da qualche parte pur la traccia resta.

 

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