Benvenuti al “Mondo Nuovo”, di Aldous Huxley

“Il mondo nuovo” in realtà doveva stare tra i testi distopici già trattati in questo articolo, visto che può essere considerato un precursore, e allora, fatta questa premessa, andiamo a parlarne.

Questo libro inizia con i bambini, anzi no, inizia con delle Il mondo nuovogravidanze, ma non è corretto nemmeno così, questo libro inizia con delle cellule sessuali maschili e femminili, ovuli e spermatozoi, che, opportunamente boskonovizzati, vengono messi in coltura in apposite provette, da dove via via l’embrione si svilupperà e darà la nascita a tanti esseri umani tutti uguali. Dove? Ma in un centro di procreazione e in bel laboratorio, pulito, facile e prevedibile, nonché ottimizzato al massimo. Una volta nato, il bambino inizierà a essere educato tramite ipnoterapia e messaggi buono/cattivo, così che sia plasmato sin da subito per il ruolo che dovrà poi svolgere per la società, dall’epsilon minus all’Alfa plus, e possa iniziare a fare il suo ingresso in società e indossare i colori della sua casta sociale. Dai 2-3 anni apposite balie alleveranno i bambini che, appena possibile, saranno spediti ad apprendere le informazioni mancanti tramite istituti appositi. Da qui al momento di lavorare manca poco, inoltre le malattie saranno già state sradicate geneticamente già in placenta ed eventuale supporto medico sarà fornito per riparare e sostituire il corpo o parti di corpo malridotte per garantire la giovinezza fino ai 60 anni circa, quando sopraggiungerà la morte e il corpo sarà defosforizzato perché sia di nutrimento per un’altra generazione. Se qualcosa turberà le giornate di codesti individui ci pensa il soma, una droga sintetica da prendere in grammi, a concedere viaggi consolatori e riportare così tutto a posto.

Nessun problema, signori, siamo a Londra, in un qualche futuro.

Siamo nel Mondo Nuovo del titolo, dove conflitti, guerre e miseria sono completamente debellati, ma se avete avuto un brivido mentre leggevate le poche righe di sopra, sappiate che non siete stati i soli.

Ebbene, in questo mondo vive Bernard, un Alfa plus, quindi un Il mondo Nuovo2appartenente alla classi più elevata, che sente che questo mondo possa nascondere qualcosa e che la vita possa essere di più, un reietto del sistema, una falla, un errore, che, prima di essere confinato in Islanda, riesce a raggiungere la Riserva dei selvaggi, un tipo di persone che si comportano come bestie, che hanno riti tutti loro e che ancora procreano accoppiandosi. Sarà qui che incontrerà John, figlio illegittimo di una donna del mondo Nuovo e di un dirigente, cresciuto nella riserva, e deciderà di portarlo in patria per avere fama, ricchezza e donne, dimostrando così di non essere più elevato o migliore di nessuno, ma ancora sottomesso agli istinti umani peggiori, mentre John, il Selvaggio, cita Shakespeare a memoria e si chiede che cosa sia questo mondo che ancora non riesce a capire.

Come si può naturalmente immaginare, la vita per John, il “Selvaggio”, non è semplice e viene trattato alla stregua di un fenomeno da baraccone, così come lo furono i primi neri dopo le grandi spedizioni sette- e ottocentesche. John capisce che questo mondo così perfetto non fa per lui, che si basa su una grossa bugia e che pone dei seri limiti all’umanità, che giornalmente vive la propria vita inserita in una casella, che svolge il lavoro per il quale è stata pensata e programmata, a metà tra il luna park e lo stordimento dato dalla droga.

Il mondo nuovo - somaQuindi non ci sta, e molto presto i nodi vengono al pettine, giungendo al passo migliore della storia, che è il dialogo con il Governatore Mustafà Mond, dove viene posto un umile, banalissimo interrogativo, e vi prego di non dare una risposta buttata lì, ma di ragionarci, perché su questo interrogativo si basa tutto il libro e anche le nostre vite: è meglio vivere una vita felice, nel senso che quello che ti serve viene deciso a priori e tu sei programmato per averne bisogno o oppure è meglio avere una vita libera, dove è possibile anche soffrire, anche avere fame e patire la mancanza di qualcosa, ma dove non c’è invece niente di preordinato? Una vita fatta di dogmi o una dove la mente è lasciata libera alla fantasia, all’arte e alla scienza? Meglio esistere senza problemi o vivere facendosi delle domande? A voi la risposta e badate, può non essere così scontata.

Dopo questa costruttiva conversazione, per i nostri protagonisti la vita non sarà più così facile, tanto che scopriamo che le persone che si fanno troppe domande vengono confinate nelle isole più selvagge del pianeta, perché non infettino gli altri con tale morbo, ma il Selvaggio sceglierà un confino ancora più duro e la fine del libro renderà chiara che cosa questo Mondo Nuovo ha in serbo per persone del genere.

Consigliato? Sì!

Da leggere? Perché non l’avete ancora fatto?

Dite la vostra