L’amore, questa bella ossessione

Care ragazze, cari ragazzi, o voi che giacete tramortiti dai fumi delle prime infatuazioni e andate scoprendo le bellezze, nonché le miserie, dell’amore. Di questo tema, e del suo mistero, naturalmente si parla dalla nascita dell’uomo, perché è da allora che ci si domanda che cosa sia questa spinta irrefrenabile verso l’altro o l’altra e quali siano i metodi migliori per assicurarsi il successo e vedere i frutti del proprio sentimento sbocciare. Parallelamente si cerca anche di scoprire quale sia il modo migliore di incassare un rifiuto e vedere il grande sogno infrangersi e sbriciolare in mille pezzi. Ma questa è la vita, e di regole non ce ne sono, poiché ognuno ha le sue che si costruisce con l’esperienza.

Finita questa introduzione da canzonetta di Sanremo, possiamo andare avanti e iniziare a trattare il tema andando a scomodare grandi autore che di amore hanno trattato, ognuno a suo modo, per dare ai più giovani, in preda alle tempeste ormonali, delle guide forse più autorevoli su una ristrettissima selezione di classici che di amore parlano, forse in modo un po’ più “antiquato”, ma sempre da tenere presente, tanto da far sapere che già ci si struggeva di passione ben prima delle storie narrate in After, dei vampiri di Twilight e delle 50 sfumature.

Questo premesso, iniziamo dal classico per eccellenza, da quella tragedia della fine del XVI secolo che ricorre immediatamente Romeo e Giuliettanon appena si parla di amore ostacolato finito con la morte: sì, signore e signori, parliamo di “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare, testo teatrale che ha dato origine ad una miriade di opere che ad esso si sono nei secoli ispirate, fino ai giorni d’oggi e naturalmente ci immaginiamo che così sarà anche nel futuro, oltre a quelle letterarie, parliamo anche di riduzioni musicali, balletti e film di ogni tipo. Siamo a  Verona e Montecchi e Capuleti sono due famiglie in lotta da sempre: ebbene, un bel giorno nasceranno in seno a codeste famiglie un giuovane, Romeo, e una giuovane, Giulietta, che, incontratisi per caso un giorno ad un ballo, si innamorano l’uno dell’altra, e dramma vuole che ciò avvenga senza che l’uno conosca l’identità dell’altra e viceversa. I due decidono di sposarsi in segreto e lo fanno, sperando che ciò possa portare la pace tra le due famiglie, ma per una rissa Romeo è costretto all’esilio e prima di lasciare la città i due avranno la possibilità di passare una notte insieme. Giulietta, di cui nel frattempo si è invaghito il conte Paride, decide con frate Lorenzo di ingerire una pozione-sonnifero che induce una morte apparente, per evitare il matrimonio con il conte stesso, e Romeo, venuto a sapere della “morte” dell’amata e non sapendo del trucco del sonnifero, decide di uccidersi. Giulietta, che nel frattempo si è risvegliata, trovato ai suoi piedi il corpo di Romeo, avvinta dalla disperazione, decide di seguirlo nella morte, e con questo gesto i due entrano nella leggenda imperitura dell’amore.

Andiamo avanti di una cinquantina di anni, arriviamo fino al 1856 e parliamo di Madame Bovary,Madame Bovary di Gustave Flaubert, e dell’amore secondo questa eroina, forse è meglio dire antieroina, descritto in questo incredibile libro. Emma infatti non si innamorerà mai del marito Charles, il dottore di provincia che la sposa e con cui avrà una figlia, ma resta sempre di più innamorata dell’amore stesso, sedotta e irretita dalle storie di passione descritte nei libri con ci si circonda in giovane età. Ecco, Emma rimane lì, eterna adolescente, incapace di apprezzare l’amore che suo marito pure le dà, e resta alla ricerca di un amore che non conoscerà mai, un amore fasullo, disperso di amante in amante, di paese in paese, fatto di belle parole, di fughe, di bugie, di regali e spese sopra le sue possibilità, di debiti e contio in sspeso che presto porteranno alla rovina non solo lei, che morirà suicida, ma anche il marito, anche lui morto per il dolore, lasciando la sola figlia a portare il fardello dei suoi errori. Più che di amore, parliamo qui di ossessione, un amore viscerale, che consuma fino in fondo, un amore istantaneo, ma che una volta bruciato e consumato ti lascia con ancora più desiderio di prima e che è destinato a non trovare mai soddisfazione. Se volete maggiori informazioni, magari sulla trama, che ho qui riassunto per sommi capi, le potete trovare nell’immancabile pagina di Wikipedia, ama la cosa migliore è che prendiate, se già non l’aveste fatto, questo bellissimo libro e ve lo godete fino alla fine. Flaubert era famoso per essere un perfezionista, e avrete la certezza che ogni parola è messa lì per un motivo.

Abbandoniamo adesso il XIX secolo e trasferiamoci nel XX e vedremo che continuiamo a parlare di amore, magari usando altri toni o vedendo nuove sfumature, ma l’argomento è quello e non Lolitapotrebbe essere altrimenti. Il nostro fiuto che ci guida alla ricerca dei romanzi più interessanti ci porta adesso nelle gelide terre di Russia, là dove uno scrittore di nome Vladimir Vladimirovič Nabokov scosse la morale comune pubblicando un libro dal titolo “Lolita”. Sì, signore e signori, parliamo di un testo capace di scuotere ancora adesso gli animi di lettori e non, visto che tratta il delicatissimo tema di amore e passione per una minorenne, un rapporto immorale, un sentimento che nemmeno dovrebbe esistere, ma che invece si presenta e si ripropone da sempre nella storia dell’umanità. A noi non interesserà tanto dare giudizi, quanto creare un dibattito e fornire spunti di riflessione su un altro aspetto di questo strano sentimento che l’amore è, per cui andiamo adesso ad analizzare il nostro romanzo di Nabokov, scritto inizialmente in inglese e pubblicato nel 1955 a Parigi. La storia è quella del quarantaquattrenne Humbert Humbert e della sua ossessione incestuosa e pedofila per la nipote dodicenne Dolores, da lui ribattezzata “Lolita”, che si traspone al giorno d’oggi per una minorenne procace e attraente, un rapporto vissuto prevalentemente dal punto di vista sessuale e possessivo di lui verso di lei. Le vicende si spostano per mezza America e vedono via via Lolita crescere e cercare di liberarsi dal controllo e dalla schiavitù a cui il patrigno la costringe, cosa in cui alla fine riesce. Il libro termina con Humbert in carcere dopo aver assassinato l’uomo con cui Lolita era scappata, intento a redigere le proprie memorie e a narrare come questa sua ossessione iniziale si sia trasformata poi in vero amore, un amore per cui uccidere.

Di ossessione in ossessione, di amore in amore, torniamo, qualche anno più tardi, nel nostro paese e andiamo a suonare al campanello di Dino Buzzati, per sentire se Laide sia in casa. Chi è Laide? Ma la Un amoreprotagonista femminile de “Un amore”, pubblicato nel 1963,  un libro che racconta le gesta dell’architetto di mezza età Antonio Dorigo, che si innamora perdutamente di Laide, appunto, all’epoca minorenne. Lui inizierà a perseguitare la ragazza, che si smarca facilmente e sta al gioco facendogli fare quello che vuole, fino a farsi mantenere da lui, che pure si rende conto della vanità di quello che crede essere amore, ma che ne è attratto fatalmente anche perché è la prima volta che sente di provare un sentimento così totalizzante. Separati in casa, con lui che è completamente succube di lei e lei che fa quello che vuole, hanno una storia basata sul solo sesso, ma il libro mostra comunque che alla fine, alcuni anni dopo, il loro rapporto si sia evoluto fino a divenire un rapporto di amore “normale”, coronato da una gravidanza. “Si tratta di un’opera del tutto eccentrica rispetto alla produzione abituale dello scrittore. Attraverso la tecnica del monologo interiore vengono analizzati i conflitti dell’uomo maturo irresistibilmente attratto dalla giovinezza, ma anche quelli del borghese colto affascinato da ciò che è popolare. Laide infatti rappresenta non solo il proletariato, ma anche i miti degli anni Sessanta in cui le classi incolte si stanno gettando a capofitto (le auto veloci, i night club, il consumismo montante) di cui Buzzati-Dorigo avverte, come una sorta di fascino dell’orrido, tutta la brutale energia.”

Ora che di amori ne abbiamo già assaggiati diversi, possiamo dire di essere un po’ più esperti e che siamo adesso in grado di sostenere l’amore puro, stavolta davvero, che permea e vitalizza uno dei libri L'amore ai tempi del colerapiù importanti di Gabriel Garcia Marquez, ovvero “L’amore ai tempi del colera”, pubblicato nel 1985, un amore così assoluto da assumere i caratteri anch’esso dell’ossessione, stavolta sgravata però da qualunque contenuto patologico. “La storia inizia negli ultimi anni dell’Ottocento a Cartagena, città magica e sensuale e ripercorre cinquant’anni di vita del protagonista, un uomo che aspetta per mezzo secolo l’unica donna che ha amato. Tempo e luogo in cui c’erano dei confini molto rigidi tra le classi dominanti e quelle inferiori. Fiorentino Ariza è un impiegato telegrafista, un uomo malinconico e posato appassionato di poesia, innamorato di Fermina Daza, ma il padre di lei non approva l’unione e la giovane viene data in sposa a Juvenal Urbino, il ricco medico della città. Il matrimonio di Fermina e Juvenal, partito senza amore, diventerà con il tempo e le avversità un rapporto solido e felice. Florentino si butterà a capofitto nel lavoro per poter essere degno dell’amore di Fermina e inizierà una brillante carriera all’interno dell’azienda dello zio, la Compagnia Fluviale dei Caraibi. Nonostante la folla di amanti che accumulerà negli anni, Florentino si sentirà legato solo a Fermina. E aspetterà decenni per vedere realizzato il suo amore:  alla morte di Juvenal, Florentino dichiarerà di nuovo a Fermina il suo amore e lei, dopo tanti anni di indifferenza, accetterà le sue attenzioni.”

Un amore assoluto, dicevamo, quasi quantoSimposio quello narrato nei poemi epici della mitologia classica come l’Iliade per esempio, o in quelli rinascimentali come l’Orlando Furioso, ma per trovare veramente un’opera davvero degna di chiudere nel miglior modo possibile questa rassegna votata all’amore e alla passione, andiamo a scomodare addirittura Platone ed il suo celebre dialogo di elogi ad Eros “Simposio”. Qui infatti i vari convitati al banchetto offerto da Agatone, tra cui Socrate, Pusania, Fedro e Aristofane, tessono l’elogio dell’amore, delineandone le diverse sfumature. Un dialogo bellissimo, le cui parole sono valide anche oggi, che invitiamo a conoscere meglio leggendo qui la scheda su Wikipedia e, per chi avesse più tempo e passione a disposizione, qui il testo integrale.

Chiaramente anche la poesia è chiamata in causa parlando di amore, e vogliamo chiudere questo articolo consigliando la lettura di un libro qualunque di poesie di amore di Alda Merini, una delle poetesse contemporanee sicuramente più ispirate.

Buon amore a tutti, dunque.

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