Delitti e investigatori un po’ così…

Di libri di delitti la letteratura è piena, così come è piena di investigatori che danno la caccia a criminali senza scrupoli, quasi che ogni autore debba cimentarsi col giallo e avere il proprio inquirente personale. Non staremo a farla lunga citando esempi più o meno illustri, ci basti affermare che tutto questo bisogno di cadaveri personalmente ci ha stancato, così come siamo stufi di questo bisogno del bene che trionfa sul male, nemmeno fossimo in una fiction di RAI 1. Questo premesso, accogliamo sempre come nettare di rugiada tutti quei libri che si discostano da questo solito cliché per darci delle varianti sul tema, e quest’oggi di libri di questo tipo, con inquirenti diciamo non del tutto convenzionali, ne presentiamo tre, anzi quattro: che ne dite, pronti a fare due risate?

La brigata dei reiettiE allora iniziamo col botto presentando un libro francese dell’autrice Sophie Hénaff dal titolo molto evocativo di “La brigata dei reietti”: un’accozzaglia di poliziotti molto poco convenzionale alle prese con crimini insoluti alla ricerca di riscatto. Un gruppo agli ordini del commissario Anne Capestan di cui fanno parte fannulloni, menefreghisti, assenteisti, pavidi e la peggiore feccia del dipartimento di polizia parigino. Certo, forse l’idea del poliziotto tutto d’un pezzo solo contro il mondo o perso nel suo universo contro tutti e tutti non è così originale, ma qui è da dove si parte per arrivare ad un romanzo originalissimo e divertentissimo: infatti a Parigi i peggiori agenti vengono riuniti in un reparto speciale con lo scopo di danneggiare la polizia il meno possibile, ma se a loro capo c’è un commissario disposto a tutto pur di emergere e di far vedere quanto vale, allora il risultato diventa meno scontato. Allora vengono ripresi due casi di omicidio rimasti insoluti e l’improbabile squadra farà di tutto per risolverli. Farà veramente l’impossibile, tanto che ha da perdere? Un libro insolito, una storia tutta da vivere insieme a personaggi indimenticabili, un libro che in Francia è già un mito, avendo vinto anche il prestigioso Prix Arsène Lupin 2015 e scalato le classifiche di vendita, un libro che ha fatto ridere di gusto tutti, una sorta di Malvaldi francese in gonnella.

Questi tutto sommato erano poliziotti, agenti molto discutibili, certo, ma che tuttavia erano in servizio, nel pieno delle forze e nel fiorePrima operazione per la squadra speciale Minestrina in Brodo degli anni, più o meno. Che dire allora se la nostra squadra investigativa fosse nel fiore della pensione, a riposo già da diverso tempo? Uno scenario simile se l’è immaginato Roberto Centazzo e l’ha descritto nel suo divertentissimo “Prima operazione per la squadra speciale Minestrina in Brodo”, un romanzo ambientato a Genova di cui questi sono i protagonisti: Ferruccio Pammattone nome in codice Semolino (se mangia pesante si riempie di macchie rosse ed è costretto a una dieta durissima), Eugenio Mignogna nome in codice Kukident (per festeggiare la pensione si è regalato una smagliante dentiera) e Luc Santoro nome in codice Maalox (soffre di atroci bruciori di stomaco). Sono tre ex poliziotti genovesi in pensione dicevamo, ma hanno ancora un bel po’ di conti in sospeso con delinquenti e farabutti sfuggiti alle maglie della giustizia. E allora perché non dedicare il tempo libero che l’età permette loro per riandare nell’ex ufficio e scoprire casi irrisolti su cui non è stato indagato abbastanza per mancanza di tempo e rimetterli in discussione? Perché no? Adesso, finalmente, non devono rendere conto a nessuno, soltanto alla loro coscienza che li spinge a indagare, al loro stomaco che s’infiamma alla vista di un würstel e alla loro prostata che reclama una sosta. La squadra speciale Minestrina in Brodo, come abbiamo fatto senza finora?

Mistero a Villa del Lieto TramontoInfine, nell’ultimo libro che presentiamo, abbandoniamo la divisa, anche se appesa al chiodo, e rimaniamo nell’ambito dell’età, perché anche di questo caso dovranno occuparsi delle arzille vecchiette: parliamo del libro “Mistero a Villa del Lieto Tramonto” di Minna Lindgren, libro che va necessariamente in coppia con “Fuga da Villa del Lieto Tramonto”. Già il titolo è inquietante, del tipo Villa del Lieto Tramonto a chi? Non sembra già un parcheggio? e poi le tre simpatiche novantenni protagoniste, Irma, Siiri e Anna-Liisa, troveranno di meglio da fare che concludere interminabili partite a canasta, fare ginnastica dolce o buttare giù insopportabili medicine per il cuore. Villa del Lieto Tramonto nasconde infatti un segreto orribile e un lato oscuro che nessuno si aspetta, un segreto che porterà alla morte il giovane e simpatico cuoco: un omicidio che scatenerà la miss Marple presente in ognuna delle nostre protagoniste, che si scopriranno pronte a tutto pur di fare luce sulle ombre che l’apparente amena Villa in effetti proietta; tre improvvisate provette intraprendenti investigatrici protagoniste in un mistery arguto che tocca sapientemente le corde del giallo e della commedia, con un pizzico di suspense e molto, irresistibile, dark humor finlandese.

Avevamo detto “ultimo”? Va bene, dai, visto che il tema si è fatto interessante e che state incominciando a dimostrare un vivo Glennkillinteresse, allunghiamo di qualche altro passo e presentiamo un ultimo libro, stavolta ultimo davvero. E poi sperate che la verve degli scrittori si desti e ci regali altre perle come quelle di quest’oggi, ché di poliziotti infallibili, come dicevamo sopra, è pieno il mondo, e anche le nostre tasche, e Dio solo sa quanto bisogno ci sia invece di storie originali, dove magari si fa anche qualche risata. Ed ecco quindi arrivare, per l’uopo evocato, un romanzo che si intitola “Glennkill”, della scrittrice tedesca Leonie Swann, ambientato nientepopòdimeno che in un gregge, tra le pecore. Effettivamente anche questo romanzo ha tutte le carte in tavola per essere recensito qui, perché sennò dove la trovate un’altra investigatrice come Miss Marple, che non proviene dall’universo di Agatha Christie, ma che indossa invece un bel vello di lana? L’unica pecora in grado di investigare e trovare infine quell’umano che una bella notte si è divertito a conficcare una vanga nel petto del pastore George Glenn, il proprietario del gregge. Una vera e propria caccia all’uomo, un’indagine ardua nei meandri sconosciuti della comunità umana del piccolo villaggio, tra fraintendimenti ed equivoci (chi capisce gli uomini è bravo…), pericoli d’ogni sorta, false piste, per fiutare passo dopo passo le tracce dell’assassino. Riuscirà Miss Maple, insieme a una galleria di estrosi personaggi-pecore, a fare luce su questa oscura vicenda e a salvare il gregge?

Per chi fosse interessato e avesse trovato questo articolo degno di essere approfondito, ricordiamo che è già stato trattato di inchieste poliziesche un po’ particolari in questo articolo qui. Ancora buona lettura a tutti.

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