Amore e inchiostro: la cura per molti mali

Buon 2016 a tutti, lo auguriamo subito così rompiamo il ghiaccio e inauguriamo questo nuovo anno parlando di amore, e come sempre di Amore di con la “A” maiuscola, per i libri principalmente e dietro a questo anche di amore per noi stessi.

Curarsi con la scritturaLo sapevate infatti che maneggiare i libri ha un grande potere curativo? No? Eppure ne parlavamo in questo articolo, quando presentavamo “Curarsi con i libri”, appunto, un testo enciclopedico con uno o più libri consigliati per tutta una gamma di disturbi e malattie. Ebbene, la cosa divertente e sorprendente è che la terapia funziona anche al contrario, cioè si cura non solo leggendo, ma anche scrivendo: non siete sicuri? “Curarsi con la scrittura”, di Fulvio Fiori, afferma esattamente questo concetto, ribadendo che lasciare via libera alla penna, o alla tastiera, può essere uno straordinario strumento liberatorio delle nostre energie e un validissimo metodo per conoscerci senza il continuo vaglio della mente cosciente. E allora via libera alle parole sì, ma fatto con metodo, un metodo «olistico» vero e proprio, «messo a punto attraverso studi, approfondimenti e sperimentazioni, e poi seminari, corsi e laboratori. Un metodo grazie al quale la potenza creativa della parola scritta viene messa al servizio del benessere psicofisico profondo, per contenere l’Ego, sviluppare l’Io e riconoscerlo nelle altre persone, sempre con rispetto ed empatia.» Queste le parole stesse dell’autore e, dette da una persona così solare e simpatica (tutto l’articolo è recuperabile qui), non possiamo che dargli fiducia e ringraziare dell’aiuto dato nel lungo cammino alla (ri)scoperta di noi stessi che è la vita.

Adesso tentiamo un triplo salto mortale lasciando la relativamente facile letteratura per adulti per http://sognalibro.eu/wp-content/uploads/2016/01/I-bambini-non-ve-lo-diranno-mai.jpgaddentrarci nella complessa psicologia dei bambini perché anche in questa complessa materia i libri possono aiutarci a venire in soccorso agli esseri umani più deboli e fragili, quelle fantastiche personcine che sono i giovanissimi. Presentiamo dunque “I bambini non te lo diranno mai… i disegni sì”, di Paola Federici, che ci potrà essere d’aiuto nel conoscere e riconoscere i dolori e le prime difficoltà dei bambini guardando per esempio i disegni che producono. Il libro è ricco di disegni che possono fungere da esempio e da guida per approcciare questo tema così delicato e infatti troviamo tanti spunti per approcciare il multiforme simbolismo con cui i bambini parlano. Troviamo crisi di coppia dei genitori trasformate e disegnate come i personaggi di una fiaba ascoltata a riadattata con la figlia disegnatrice che sta provando ad affrontare la nuova relazione della mamma, ma, siccome non ci riesce, preferisce vivere il suo disagio in solitudine. Oppure il padre viene vissuto come una piccola formichina distante che poco e male entra nella vita del bambino, mentre il suo ruolo viene ricoperto dai fratelli e dalla mamma. Un libro importante che potrà essere d’aiuto nel capire e aiutare i più piccoli in questo fantastico viaggio chiamato su questo pianeta.

Accogliere la fatica di chi cresceLo stesso scopo è perseguito da “Accogliere la fatica di chi cresce”, di Anna Rita Guaitoli, che sposta l’attenzione verso gli adolescenti utilizzando l’analisi grafologica unita a quella psicologica. Il libro è suddiviso in 6 capitoli dedicati ai grandi temi specifici dell’età adolescenziale: all’interno di ogni capitolo, vengono analizzate le specie che rivelano gli aspetti prevalenti del tema trattato, illustrate con molti esempi di scritture. Ogni capitolo termina con “spunti di riflessione” e “approfondimenti” che spaziano dalla brutta scrittura al borderline, ai disturbi d’ansia, la fobia scolastica, l’anoressia, il bullismo… Un lavoro appassionante e delicato, più una sorta di manuale di consigli da genitore attento e premuroso, naturalmente non una guida dalla verità matematica “se… allora sicuramente…”, ma più un valido metodo per valutare come agire e per dialogare su tematiche che spesso hanno i contorni non ben definiti e sono difficili da analizzare.

Lasciamo adesso le analisi psicologiche e trasferiamoci nel luogo che la nostra società ha destinato per la salute e il ripristino delle nostre facoltà principali: Salutel’ospedale. Vero è purtroppo che spesso i nostri nosocomi assomiglino più a parcheggi o officine, dove viene curato il malato in questione, il nostro corpo, e poco o niente viene fatto per chi invece quel corpo lo abita e lo anima: ecco quindi che l’approccio del dottor Patch Adams può essere considerato del tutto salvifico da molti punti di vista. Questo tipo di approccio, detto terapia del sorriso o anche clownterapia, negli anni si è strutturato sempre di più, ma inizialmente fu osteggiato con tutti i mezzi a disposizione poiché ritenuto non serio e nemmeno utile, ma immagino che ora come ora tutto questo sia acquisito e che non ci sia nemmeno bisogno di soffermarcisi sopra più di tanto. Ci premerà allora ricordare soltanto Robin Williams, che nel 1998 vestì i panni di Patch Adams e ne fece uno dei film più importanti della sua carriera (qui il link al film completo), oppure Johnny Depp, che, vestiti i panni del pirata Jack Sparrow, va a fare una visita ai bambini ricoverati (qui), tutto questo per ricordare ancora una volta che siamo ben più di una macchina da aggiustare quando si rompe e che solo prendendo l’integrazione di tutto il nostro essere possiamo finalmente essere incisivi e avere risultati che abbiano davvero un senso. Ah, il libro di Patch Adams si intitola “Salute. Curare la sofferenza con l’allegria e con l’amore”.

Donatori di musicaVisto che siamo in tema, concludiamo l’articolo con un ultimo libro che va a braccetto con quanto visto finora e affrontato soprattutto nell’ultima parte. L’ospedale è spesso visto come un luogo triste, di malattia e di solitudine: per questo sono nate iniziative come la clownterapia vista poc’anzi, ma le corsie dipinte di bianco possono anche diventare piccoli teatri che siano in grado di ospitare veri e propri concerti per i degenti. “Donatori di musica” è una rete formata da medici, infermieri e musicisti che fa proprio questo: portare musica, arte e allegria là dove ce n’è più bisogno, perché “Ogni concerto innesca un sentimento benefico che resta vivo in tutte le persone del reparto fino al concerto successivo, producendo effetti positivi e concreti scientificamente dimostrati. Durante le stagioni concertistiche nei pazienti ricoverati si abbassano i livelli di ansia, stress e percezione del dolore. Questo libro racconta la straordinaria storia dei Donatori di Musica, un’avventura che da Carrara ha contagiato le oncologie di Bolzano, Brescia, Mantova, Saronno, Sondrio, Vicenza, il dipartimento di salute mentale di Conegliano, la chirurgia pancreatica di Verona, l’oncoematologia pediatrica di Parma, i concerti nelle tendopoli dei terremotati di Mirandola e Finale Emilia, per entrare più di recente nelle case dei malati di Sla per esibizioni residenziali. Oltre 300 musicisti aderiscono generosamente al Manifesto dell’Associazione e si impegnano ogni anno per regalare almeno un concerto. Musicisti, medici, pazienti, infermieri, volontari alleati nel sentimento più nobile di ogni uomo: l’amore per la vita.” Questo recita la pagina web del libro, e ulteriori informazioni sono reperibili qui

Noi adesso vi salutiamo e vi facciamo – un po’ in ritardo – gli auguri di un sereno 2016, che sia carico di amore.

Dite la vostra