Le novità sotto l’albero 2015

Eccoci qua, a una settimana dal Natale, presi dal raptus dei regali che come tutti gli anni ci decidiamo solo all’ultimo a fare, e allora arriva puntuale e provvidenziale questo ricco articolo che va ad illustrare le uscite editoriali più di rilievo di questo periodo, così da convincere e soddisfare tutti i gusti, dallo zio pigro alla nipote adolescente, da chi privilegia l’attualità a chi stravede per i romanzi. Come vedrete, il primo libro di ogni paragrafo è solo accennato: questo sta a significare che si tratta di un’uscita importante e che di pubblicità ne ha già a sufficienza, mentre sul secondo, di cui è riportata anche la copertina, si merita di spendere qualche parola in più.

Quindi, tanto per esemplificare, partiamo dal libro più atteso dell’anno, il Bruno Vespa natalizio, d’abitudine come il vischio, Preghiera per Cernobylche per questo 2015 ci dona “Donne d’Italia”, uno spaccato al femminile sulle figure più importanti della nostra storia, da Cleopatra alla Boschi (qui maggiori informazioni). E mentre Vespa se la spassa tra le sue donne, noi andiamo a parlare del premio Nobel per la letteratura 2015 Svetlana Aleksievic e del suo toccante libro “Preghiera per Cernobyl”, ritratto di quello che è venuto da uno dei più grandi disastri ambientali dell’epoca moderna, una catastrofe nucleare di cui Fukushima nel 2011 è solo l’esempio più recente. E di tutti e due i casi gli effetti sono solo all’inizio, in quanto smaltibili solamente in migliaia e migliaia di anni. Decisamente a misura d’uomo. Torniamo a Cernobyl, Ucraina, in quel famoso 26 aprile del 1986, quando per un errore umano il reattore 4 della centrale esplose, liberando in ambiente esterno ciò che sarebbe dovuto rimanere sotto controllo, ben chiuso e sigillato. Questo libro non è l’ennesimo trattato giornalistico che va ad indagare le cause e le concause minuto per minuto, no, qui l’autrice raccoglie come fossero fiori preziosi, e lo sono, i pensieri e si sentimenti di chi quell’evento lo ha vissuto in prima persona, di chi ha perso tutto, ma proprio tutto. Un libro che rappresenta quasi un diario dei sopravvissuti, quelli che nonostante tutto in quella zona sono voluti restare e non si sono piegati a ciò che gli “errori umani” possono causare, un libro commovente, terribile, che parla di un mistero ancora da risolvere, di vita e di morte, che porta sul piatto qui, proprio davanti ai nostri occhi, tutto quello che possiamo e non possiamo fare, e con cui necessariamente ci dobbiamo confrontare.

Altro autore aduso a uscire con le sue novità in questo periodo è John Grisham, che con “L’avvocato canaglia” narra le vicende di Sebastian Rudd, avvocato che difende chiunque, anche i peggiori criminali (qui trovate anche un estratto del libro).Buchi nella sabbia Noi restiamo nel tema andando a presentare con dovizia di parole l’ultimo libro di Marco Malvaldi, “Buchi nella sabbia”, che ci propone uno scorcio storico interessante e una storia altrettanto interessante, perché dipinto di giallo ci offre tutto un caleidoscopio di personaggi e situazioni che, trattate come sempre Malvaldi ci ha abituati, si rivelerà essere di grande impatto. Ma veniamo alla storia e al protagonista, quell’eclettico Ernesto Ragazzoni, giornalista e poeta, grande intellettuale e altrettanto grande amante della bottiglia, meglio se piena, che si troverà coinvolto in un omicidio fatto alla luce del sole, o meglio, a quelle del teatro dove si stava dando la Tosca di Puccini. Il delitto è scomodo, scomodissimo, in un momento storico delicato, poco dopo che il re Umberto I è stato assassinato e scomodo è anche il luogo, Pisa, terra di anarchia, dove per il terrorismo psicologico ognuno è sospettato di essere sovversivo e quindi potenzialmente pericoloso. Dietro al delitto ci saranno quindi le idee antimilitariste e internazionaliste o quelle reazionarie o anche quelle rivoluzionarie? Marco Malvaldi ci racconta una storia intrisa di sapiente ironia, forse non diretta come quelle del BarLume, ma altrettanto e anche più tagliente e divertente, confezionando un libro che è una chicca e che celebra le doti dell’autore nel realizzare romanzi storici curati e ben strutturati.

Andiamo avanti citando grandi nomi e nomi al contempo meno conosciuti, presentando sul piatto una gita fatta mano nella Tutta la felicità del mondomano, passo dopo passo, con Alberto Angela a San Pietro, oggi al centro di tanti scandali finanziari e da centinaia di anni al centro della storia della religione e dell’arte. “San Pietro. Segreti e meraviglie in un racconto lungo duemila anni” è tutto questo e molto altro ancora, narrato da un grande della narrativa scientifica nazionale (altre informazioni le trovate qui). Godendo di tanta Tutta la felicità del mondobellezza, ci viene in mente di coltivare il bello e il buono, e il libro che andiamo adesso a proporre è “Tutta la felicità del mondo”, lezioni di ottimismo da tutto il mondo raccolte da Leo Bormans. Riprendo dalla quarta di copertina: “La felicità e l’ottimismo si possono coltivare: la disciplina che se ne occupa si chiama psicologia positiva e si basa sull’analisi dei fattori che infondono benessere e serenità nelle persone. In questo libro i migliori esperti di psicologia positiva ci raccontano le loro scoperte e i loro esperimenti sulla felicità, svelando i meccanismi psicologici su cui si basa l’ottimismo in ogni parte del mondo. Comprendere qual è il potere positivo delle persone felici ci può aiutare a creare la nostra stessa felicità e a diffonderla nel mondo che ci circonda.” Tanto per portare alcuni esempi che troverete nel libro ben spiegati e documentati, in Buthan si parla di FIL e non di PIL, un indice che ricerca la Felicità Interna Lorda del paese, oppure dal Nepal possono venire importanti suggerimenti familiari sul ruolo della famiglia allargata, così come dagli Stati Uniti possiamo ricevere indicazioni di accoglienza verso l’altro. Di questi tempi pare strano, ma la felicità è come sempre a portata di mano, aiutamoci l’un l’altro a raggiungerla.

Proseguiamo l’articolo presentando un grande scrittore di avventura, Wilbur Smith, che con “Il leone d’oro” ci porta in AfricaOgnuno potrebbe orientale nella seconda metà del XVII secolo per una storia di amore e odio, onore e vendetta, paura e coraggio, narrata con un ritmo mozzafiato, ricco di azione e di passioni travolgenti (altre informazioni qui). Noi invece in Africa decidiamo di non andarci e rimaniamo in Italia, seduti sul nostro bel divano a mandare messaggini a tutto il mondo, su una barca senza remi che naviga tra i flutti di una crisi economica, sociale, personale che sembra non avere fine e che sembra essere davvero la fine della nostra esistenza. Ecco, partiamo esattamente da qui: dopo “Gli sdraiati”, Michele Serra decide di farci una foto dissacrante e drammatica, un ritratto forbito pieno di belle parole che mettono in luce un essere umano mediocre, per fargli un complimento, non più capace di stare con gli altri faccia a faccia, ma abilissimo a comunicare con tutto il mondo tramite schermo e tastiera, rimbalzato tra lavori che lavori non sono e abituato a utilizzare un solo pronome personale: IO. Giulio Maria è così, si sente inconsistente, privo dei mezzi che solo una generazione prima aveva, perso a pochi chilometri da casa in mezzo a una rotonda, precariamente vivacchiante in attesa che qualcosa succeda, ma assolutamente incapace di alzare anche solo un dito per fare in modo che accada, in attesa di un ragazzo in tuta da meccanico che lo aiuterà a trovare la strada di casa. Per Michele Serra è questa la soluzione alla spersonalizzazione di questa società: abbandonare la gran parte della tecnologia di cui possiamo fare benissimo a meno e imparare, o meglio reimparare, a darsi da fare, a sporcarsi le mani, magari imbrattando di grasso una tuta da meccanico.

Prima di  passare ai libri per adolescenti, guardiamo a volo d’aquila altri titoli interessanti: chi vent’anni fa ha amato “Il buio oltre la siepe” di Harper Lee vedrà esaudito un suo desiderio leggendo la seconda parte “Va’, metti una sentinella” e stessa esultanza avrà chi stava aspettando il seguito di “Shantaram” di Gregory David Roberts trovandosi tra le mani “L’ombra della montagna“. Gli amanti dei thriller potranno avere pane per i loro denti con gli ultimi libri di Donato Carrisi (“La ragazza nella nebbia“), Jefferey Deaver (“Hard news“), Patricia Cornwell (“Cuore depravato“) e Lars Kepler (“Il porto delle anime“), mentre chi ama leggere autori più divertenti ringrazierà Jonas Jonasson e il suo “L’assassino, il prete, il portiere” e J.B. Morrison con “Un ottantaduenne, un gatto e una fantastica vacanza“. Il pubblico femminile, tendenzialmente più amante di storie romantiche, si vedrà appagata dall’ottimo “Il gatto che aggiustava i cuori” di Rachel Wells, da “Il sogno più bello” di Hester Browne e dall’ultimo di Fabio Volo, silente da qualche tempo, “È tutta vita“. E poi una valanga di altri libri di tutti i tipi che non stiamo a dirvi e  che per conoscere dovrete varcare la soglia di una libreria.

Schiappa - Portatemi a casaInfine, per i lettori che stanno diventando grandi, ma che grandi ancora non sono, estraiamo dal cilindro del mondo editoriale due libri, uno tradizionalmente per maschi e uno tradizionalmente per femmine, così, mentre i giovincelli si divertiranno con le buffe avventure metà testo e metà fumetto del nono volume del Diario di una schiappa “Portatemi a casa!”, le signorine potranno continuare a struggersi seguendo l’ultimo capitolo della saga sentimentale di After, “Amore infinito”.

Bene, ora siamo davvero arrivati alla conclusione: ci pare che di idee da impacchettare ce ne siano a sufficienza e quindi adesso, forti del lavoro svolto, riponiamo penna e calamaio e auguriamo a tutti un Natale sereno e delle altrettanto serene feste.

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