Un libraio amiatino all’Accademia della Crusca

copertina vocabolarioTutto nasce da questo capolavoro qui a sinistra, dal suo reperimento e sua riproposizione un paio di anni fa, fino ad arrivare alla pubblicazione su questo stesso sito (qui), ragion per cui al momento della richiesta di autorizzazione all’editore, l’Accademia della Crusca, il presidente dell’Accademia stessa, Professor Claudio Marazzini, mi ha invitato a visitare la villa medicea che ne ospita le stanze. Incredulo e onorato, lo scorso martedì primo dicembre, accompagnato da babbo Gianfranco, ho accolto l’invito e varcato la disiata soglia.

Abbiamo incontrato il presidente, il quale, in un clima rilassato e informale, ci ha invitati a visitare l’Accademia sotto la guida di Francesca che, accantonato momentaneamente il suo lavoro, ci ha portati nelle stanze cariche di storia e di cultura vera di chi ama con tutto se stesso la bella lingua italiana.

Il resoconto di questa visita è descritto passo passo nella galleria di immagini qui sotto: dall’accoglienza per poi passare alla biblioteca e per finire in bellezza con la Sala delle Pale, ragion per cui vi invito a fare questo tour virtuale alla scoperta di una istituzione preziosa e importante, aperta alle visite e alla condivisione.

L’Accademia della Crusca, nel cui sito troverete maggiori e migliori informazioni rispetto alla pallida ombra che è descritta qui, nasce verso la fine del 1500 ad opera di sei intellettuali fiorentini che, forse un po’ per scherzo, piano piano si dettero l’arduo compito di ripulire la giovane lingua italiana e di codificarne il lessico. Da questo obiettivo nacque il nome dell’Accademia (che separa la crusca dalla farina) e la ricca simbologia tutta legata alla farina e al pane su cui si fonda tutta la vita dell’Accademia e degli accademici, i quali per tradizione si scelgono un soprannome, uno stemma e un motto (generalmente tratto da Dante), poi trascritti sulla propria pala.

Una mattinata davvero emozionante, culminata con il pranzo con il professor Marazzini stesso, in un clima allegro e informale dove ci siamo trovati a parlare veramente di tutto, anche dell’inaspettato: chi se lo immaginava il parallelo Langhe piemontesi – Amiata, tra castagne e funghi?

Grazie davvero di tutto, Crusca. Una giornata da incorniciare.

Dite la vostra