Oggi parliamo di calcio

pallone e scarpe da calcioEbbene sì, oggi parliamo di calcio, o meglio, oggi parliamo di “pallone”, che per chi scrive assume una differenza abissale. Mi spiego meglio: l’argomento, è pacifico, è il calcio, però io con “pallone” intendo il calcio che diverte e fa divertire, il calcio partecipato e quello autentico giocato dei bambini e dei più giovani, quello che basta mettere a terra un po’ di carta tenuta insieme con lo scotch e quello dei pali fatti con le magliette. Ma anche quello giocato in spiaggia a qualunque età, quello del Vinca il migliore e poi una birra con gli amici, quello dove la competizione ha livelli e linguaggi rispettosi e comunque dove il calcio è ancora sport (dal latino DEPORTARE = “Uscire fuori porta” cioè uscire al di fuori delle mura della città per dedicarsi ad attività sportive. Nel XIV secolo, in Inghilterra, si diffuse il termine “disport” che, due secoli dopo, venne abbreviato in “sport”, vocabolo assimilato anche dalla lingua italiana nel XIX secolo. Da ricordare il termine “diporto” che significa divertimento, svago, diletto.) e non è ancora diventato business o, peggio ancora, ragione di vita. Ecco, il “pallone” secondo me è ciò che il calcio dovrebbe essere o almeno rimanere, senza il tifo esagitato dei genitori e degli ultrà e senza gli interessi di sponsor e network televisivi: uno sport che sia passione, impegno e divertimento, e che soprattutto sia rispetto.

Già da queste poche righe di premessa si capirà che questo articolo non parlerà di calciomercato né di moviole, né tanto meno di scelte arbitrali, poiché questo calderone lo lasciamo a chi di queste cose vive ed è molto più titolato di noi per parlarne, anche se una capatina in questo ambito la faremo a fine articolo, dopo aver parlato di libri che di calcio parlano, anche a livelli elevati, ma sempre con quante più sfumature di “pallone” possibile, per gente che è cresciuta a pane e Holly e Benji e a cui consiglio caldamente, anche se so che lo hanno già fatto, la visione di Sholin Soccer, un film brutto e anche difficile da guardare fino in fondo, ma con delle scene da morir dal ridere.

Se le regole sono chiare possiamo iniziare a presentare alcuni titoli interessanti di recente uscita, biografie di calciatoriZoff e allenatori che del calcio hanno fatto la storia: iniziamo con “Giocare da uomo. La mia vita”, la storia e l’impegno anche per aiutare il prossimo di Javier Zanetti (di cui comunque avevamo già parlato qui), poi dall’Inter rimaniamo a Milano, ma cambiamo squadra presentando il libro di Gennaro Gattuso, “Se uno nasce quadrato non muore tondo“, giocatore che da quest’anno si è rinnovato a fare l’allenatore, scelta già fatta da molti altri atleti, tra cui Filippo Inzaghi, Sinisa Mihalovic e molti altri. Uno di questi, già portiere della nazionale è Walter Zenga, che racconta proprio questa nuova esperienza in “Coach. Le mie 20 regole” riguardo il calcio e la vita, e ancora, sicuramente più datati, con una luminosa carriera sia in campo che a bordo campo troviamo Dino Zoff, con il suo “Dura solo un attimo, la gloria. La mia vita” e Giovanni Trapattoni, autore di “Non dire gatto. La mia vita sempre in campo, tra calci e fischi“. Possiamo anche citare la biografia di Arrigo Sacchi, “Calcio totale“, e di Alex Ferguson, “La mia vita“, tanto per fare anche nomi internazionali di altri campionati, ma la lista a questo punto potrebbe durare ancora a lungo e per completezza non possiamo nemmeno fare a meno di citare le barzellette di Totti…

Terminiamo questa lista di libri necessari al pubblico amante del calcio citando le biografie di due calciatori tanto discussi quanto controversi e da un lato presentiamo quella di Zlatan Ibrahimovic, “Io, Ibra” e quella di Mario Balotelli, dal titolo “Balotelli. La vera storia di super Mario” e anche qui la lista di giocatori dai modi quanto meno discutibili potrebbe essere anch’essa lunga un bel po’; io invece mi fermo qui e approfitto per dare un link molto interessante che parla espressamente di libri sul calcio, che arricchiranno sicuramente quanto presentato fino a qui, né però esauriranno l’offerta disponibile.

Il resto della settimanaLa passione calcistica penetra anche nella letteratura e contagia anche gli scrittori veri: qui di seguito saranno presentati due romanzi, che dopo tanta saggistica biografica di certo alleggeriranno l’articolo e gli animi, specie se sono scritti dalle penne di autori bravissimi e molto noti. Uno, e giochiamo in casa, è sicuramente Maurizio de Giovanni, infatti non so quanti sapranno che de Giovanni ha scritto l’inno per il Napoli, squadra di cui è tifosissimo, e haFebre a 90' dedicato questo romanzo a sinistra, “Il resto della settimana”, all’attesa del campionato e alla vita varia che di campionato si ciba durante tutto l’anno, facendo a gara a chi si ricorda quella formazione, vita morte e miracoli di quel dato giocatore e sapendo sempre quello che un allenatore avrebbe dovuto fare o quante corna in testa porti l’arbitro. Se invece vogliamo assumere carattere internazionale e indirizzarci oltremanica per esempio, non possiamo prescindere da “Febbre a 90′” di Nick Hornby, un libro divertentissimo da cui è stato tratto anche un film, dove l’autore racconta la sua storia di tifoso e ci descrive i multiformi aspetti di un’ossessione: le abitudini, i riti, i tic, i sogni, le depressioni di un assiduo frequentatore di stadi. I molti appassionati del calcio possono ritrovare in questo racconto una parte della loro stessa vita. Perché la febbre del calcio, a tutte le latitudini, sembra essere la stessa e sembra rispecchiare le venture e le sventure della vita privata.

Molto bene, come è andata fino a qui? Vi siete divertiti e avete rivissuto o ricordato quella data partita, quel fallo, quel gol? Avete ripensato a quanta passione avete messo guardando in televisione le partite della squadra del cuore, o magari sventolandone la bandiera allo stadio? Insomma, il calcio è anche passione ed emozione vera e ci riguarda volenti o nolenti tutti, e questa è la parte bella. La parte brutta arriva ora.

Se avete pensato alla devastazione di stadi e città, agli insulti brutali in campo e fuori e a tutto quello che sport non è davvero, avete ragione, ma su questo più che un libro servirebbe un miracolo e al momento non siamo attrezzati; quello che possiamo iGoal economynvece fare riguarda invece la presa di giro che il calcio, soprattutto ai massimi livelli, può rappresentare e in questo caso comincerei a parlare di tradimento. Quella cosa che, dettata da interessi personali e affaristici, stupra letteralmente la passione calcistica e piega risultati, giocatori, arbitri e allenatori a mero risultato economico: in questo inferno dantesco, che tutti conoscono e tacitamente accettano, si trovano i vari personaggi del calcio-scommesse e non solo, anzi, la lista a questo punto può diventare lunga davvero. Se il calcio diventa business e i soldi in gioco sono tanti ma tanti davvero, può succedere di tutto e arrivati a questo punto mi trovo a dover cedere la parola a Marco Bellinazzo, che su questo argomento ha scritto un libro, “Goal Economy. Come la finanza globale ha trasformato il calcio.”, di cui riporto l’abstract. “Cosa si cela dietro le contestate assegnazioni dei Mondiali alla Russia e al Qatar? È solo una coincidenza che appena sei mesi dopo il Paris Saint-Germain sia passato al fondo sovrano qatariota? E perché Stati Uniti, Cina e India investono sempre più spesso in club stranieri? Questo libro è un viaggio nel cuore del calcio globalizzato di oggi. Continente per continente, lega per lega, spiega cosa c’è dietro le cifre, gli uomini e gli intrecci di interessi di un business multimiliardario che ha superato tutti gli altri sport per ricavi e giro d’affari. Perché se è vero che i fatturati non fanno goal, scrivono però la storia del calcio e ci rivelano dove andrà.” Un libro che magari stupirà molti, magari nessuno, ma che ha il grande pregio di mettere in fila dati e analisi per sapere quello che una partita può muovere.

Caso strano vuole che l’ispettore Palombi, le cui avventure vengono pubblicate qui, sia un drogato di calcio ed è con il suo caso a questo dedicato che vi saluto e chiudo l’articolo.

L’ispettore Palombi ne aveva abbastanza di aspettare: il caso era appena stato risolto e già aveva voglia di un’altra inchiesta dello stesso tipo. Queste indagini erano la sua passione: niente lo soddisfaceva come seguire giornalmente gli indagati o trascorrere ore in lunghe maratone di approfondimenti. Ogni minimo dettaglio doveva essere valutato con precisione se voleva vincere questa sfida e superare tutti i suoi colleghi. Poi finalmente settembre arrivò.          Maledetto fantacalcio! Finalmente rinizia il campionato.

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