La medicina alternativa: un’alternativa alla medicina?

Che ormai parlare di medicina alternativa non sia più un tabù è cosa largamente accettata: chi non si è mai rivolto in vita sua, anche solo per curiosità, ad un omeopata, un agopuntore o un osteopata? Chi non ha mai assunto rimedi erboristici o provato i Fiori di Bach? E poi, parliamoci chiaro: il grande vantaggio della cosiddetta medicina alternativa, che oggi viene chiamata più propriamente “medicina complementare”, è che ha un approccio olistico verso la persona, prendendola in carico in toto e andando a curare quelli che sono gli scompensi che hanno generato quella particolare patologia, piuttosto che intervenire solo ed esclusivamente sul singolo sintomo, cosa in cui eccelle invece la medicina tradizionale.

Con questo breve articolo cercheremo di fare un po’ di chiarezza, presentando alcuni libri che possano fare da ponte e da introduzione per tutto il grande mondo che la medicina cosiddetta alternativa/complementare rappresenta e sia chiaro: qui manterremo la distinzione tra “medicina alternativa” e “tradizionale” solo per semplicità, perché alla fine si tratta di due strade che hanno il medesimo scopo, la salute, parlando però a volte lingue completamente diverse. Chissà che alla fine questi due universi non si concilieranno, rendendosi invece conto che invece che di lingue si trattava di due dialetti dello stesso idioma?

Medicina vibrazionaleIniziamo presentando il primo teso di questa carrellata: “Medicina Vibrazionale”, dal dottor Richard Gerber, un libro che presenta il suo scopo sin dalla sua genesi e dal suo autore: arricchire la medicina tradizionale di tutti quelli aspetti che per la sua natura meccanicistico-positivistica non può avere. Ecco quindi che scopriamo l’essere umano un insieme di corpi che si compenetrano, da quello fisico a quelli sottili, e lo vediamo come un organismo formate da tante piccole parti che vibrano in un’armonia perfetta, interrotta la quale ecco sopraggiungere le malattie. Ed ecco ancora come per curare debbano necessariamente entrare in gioco quante più strategie possibili, dalla Camera Kirlian per lo studio dell’aura alla macchina di Voll, dalla cromoterapia alla radiestesia alla riflessologia plantare o altre tecniche di massaggio come lo shiatsu. Come avrete intuito, improvvisamente il mondo dell’aspirina sembra ridimensionarsi drasticamente, ma d’altronde che le cose siano più complesse di quello che il semplice meccanismo disturbo-pastiglia a cui siamo abituati ci propone, apre di molto il campo e il significato della malattia stessa.

Il medico tedesco Rüdiger Dahlke, nel suo libro “MMalattia come simboloalattia come simbolo”, allarga ancora di più la prospettiva e propone un’analisi per molti versi rivoluzionaria: che la malattia sia un avvertimento che il nostro corpo ci manda per farci capire che il nostro modo di vivere non sia il migliore per noi, che stiamo sbagliando qualcosa e che sotto alcuni aspetti stiamo tradendo il nostro vero scopo per cui siamo nati. Con questo libro Dahlke ci propone di riprenderci la responsabilità della nostra vita, riflettere seriamente e serenamente su chi siamo e su che cosa facciamo nella nostra quotidianità, presentando dopo anni di studi, malattia per malattia, uno strumentario per decifrare i significati simbolici che rimandano a loro volta a conflitti psichici irrisolti, tutto con lo scopo di decifrare il messaggio della malattia, il suo significato, la sua interpretazione, per convertirlo realmente, nella vita di tutti i giorni, nei passi evolutivi necessari (elaborazione). Come riscatto di questo processo conoscitivo e di crescita ci spetta – sostiene l’autore – una nuova qualità interiore, una personalità più matura. Corredano e completano questo primo testo i seguenti approfondimenti: “Malattia. Linguaggio dell’anima” e “Malattia e destino”.

Sempre più medici concordano che il seppur complesso meccanismo tradotto semplicisticamente malattia – pasticca nasconda in verità un universo difficile da scandagliare e pieno sì di insidie, ma anche di possibilità “magiche” e “miracolose”: nessuno sa infatti di che cosa sia capace veramente l’essere umano se messo in grado di utilizzare al cento per cento tutte le sue capacità (che stiamo attualmente utilizzando il 10% del nostro cervello è cosa discussa e probabilmente non vera, come è altrettanto vero che dall’altra parte non conosciamo tutto il potenziale che potrebbe essere sviluppato: qui trovate un articolo decisamente critico al riguardo).

Ma torniamo a noi, e facciamo parlare un altro medico, il dottor Il cervello anarchicoEnzo Soresi, medico chirurgo, specialista in anatomia patologica, malattie dell’apparato respiratorio e oncologia clinica, che nel suo libro “Il cervello anarchico” propone una visione forse meno metafisica della questione che stiamo analizzando, ma comunque fondamentalmente incentrata sulla profonda interazione tra corpo e psiche. Già Sinus A. diceva che “Non siamo in grado di discriminare in modo assoluto tra corpo e mente, né possiamo dire che l’essere umano è totalmente spiegabile in termini di corpo e mente” e anche Einstein con la sua teoria della relatività pone dei seri dubbi sulla natura “materiale” della materia, ma ciò che Soresi propone è, dopo aver illustrato scientificamente natura e biogia di cervello, neuroni e sinapsi, un invito al lettore a sviluppare un modello di vita volto a ridurre al minimo il disagio psichico per prevenire conseguentemente anche un eventuale danno biologico. Una sorta di Mens sana in Corpore sano fondata sulla base di una nuova scienza di cui Soresi è fondatore, dal nome PNEI (Psiconeuroendocrinoimmunologia).

Da una collaborazione dello stesso autore con Pierangelo Garzia ed Edoardo Rosati è nato l’ultimo testo di cui ci Guarire con la nuova medicina integrataoccupiamo in questo articolo: “Guarire con la nuova medicina integrata”. Si tratta di un ulteriore studio su come cervello, emozioni, pensiero e corpo siano strettamente collegati e su come approcciare l’uno significhi inevitabilmente andare ad occuparsi anche di tutti gli altri. Corpo e cervello dialogano continuamente tra loro e si influenzano reciprocamente, nella salute come nella malattia, il cui esempio più eclatante possono essere le cosiddette guarigioni miracolose. Riporto dalla quarta di copertina: “Alla luce delle più recenti ricerche di biologia, psicologia e fisica quantistica, questo libro fornisce risposte scientifiche e individua terapie che consentono di sfruttare la capacità autorigenerativa del nostro organismo e il potere della nostra consapevolezza. Lo fa attraverso riflessioni, esempi e casi reali raccontati da un testimone autorevole, Enzo Soresi, un “medico senza paraocchi”, dalla formazione rigorosa ma dalla mente aperta, impegnato da oltre quarant’anni nel cercare di guarire patologie anche gravi utilizzando sinergie terapeutiche che rafforzano le cure ufficiali con trattamenti innovativi, sempre nell’esclusivo interesse del paziente.”

Sì, signori, siamo degli esseri meravigliosi che guidano delle Ferrari senza nemmeno avere la patente per il triciclo: al di là di tutto, volerci bene è già di per sé un buon inizio per stare bene con noi stessi e l’universo che ci circonda e ci compenetra.

Dite la vostra