La folle corsa al potere: House of cards

Ciao a tutti, quest’oggi parliamo di un libro che ci è piaciuto veramente un House of Cardssacco e che avevamo preso un po’ sotto gamba: “House of Cards”, di Michael Dobbs. Sicuramente i più già conosceranno la storia grazie alla serie televisiva con Kevin Spacey, oggi giunta alla terza stagione, ultima parte della trilogia. Ebbene, un po’ per curiosità e un po’ per caso l’ho iniziato a leggere senza grandi aspettative per la verità, e ho finito col divorarlo in quattro giorni. Sono 420 pagine, non me l’aspettavo proprio, ma il fatto è che l’autore ti trasporta nelle stanze del potere, uffici salotti e camere da letto comprese, per raccontare la storia di sempre, del potere e della corsa per averlo, costi quello che costi.

E così inizi a leggere una storia di politica contemporanea in Gran Bretagna e ti ritrovi catapultato tra gli intrighi di Richelieu, i ricatti e gli assassini dei Borgia, il doppio gioco di Aziru (questa è difficile, un rigurgito di storia del vicino oriente antico studiata all’università) e il tradimento dei congiurati che assassinarono Cesare, nonché la lussuria di Semiramide e le macchinazioni di Machiavelli.

Niccolò Machiavelli

Niccolò Machiavelli

Già, Machiavelli, il primo teorizzatore della ragione di stato, dove la stabilità del potere era fine e giustificatore di qualunque azione da parte del Principe, a cui è dedicato il suo trattato politico più famoso e di cui raccomandiamo a tutti la lettura o la rilettura, sarebbe andato fiero di Michael Dobbs, scrittore di seconda istanza, in quanto nasce e cresce tra le braccia di Margaret Thatcher, divendone consigliere politico e capo del partito Repubblicano.

Ma torniamo al romanzo: protagonista ne è Francis Urquhart, chief whip del partito al potere, che nell’ombra e nell’anonimato trama per scalzare il legittimamente eletto primo ministro per prenderne il posto, e a certi livelli tutto è lecito per raggiungere lo scopo: ricatti, tradimenti e tutto quello sopra accennato. Peccato solo per Mattie Storin, bella e intelligente giornalista politica, che capisce dell’esistenza del complotto ma che finirà anche lei invischiata dalla sapiente e paziente tela di Urquhart.

Davvero un bel romanzo, sapientemente condotto e dai tempi azzeccatissimi, un intreccio che avvince e convince perché verosimile, molto verosimile, anche troppo direi, uno spaccato sulla gestione del potere e nei mutamenti che nell’uomo avvengono quando a questo si avvicinano. Un libro sicuramente da tenere a portata di mano perché tanto può insegnare: pensate che quando l’autore ha saputo che Renzi aveva acquistato il libro l’ha chiamato personalmente per raccomandarsi di non usarlo come fosse un manuale delle istruzioni.

A tutti, buona lettura.

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