Le prime novità di questo 2015

Ben trovati a tutti, è giunta l’ora di presentare alcune delle novità più importanti di questo 2015. Non so se i lettori se ne saranno accorti, ma l’exploit di uscite di un certo peso c’è stato per Natale e le potete trovare in questo post qui, naturalmente come prevista strategia commerciale, e adesso dobbiamo attendere un po’ di tempo per poter raggruppare i libri più interessanti freschi di stampa.

SottomissioneMa rompiamo gli indugi e buttiamoci subito nella mischia con il primo testo presentato, “Sottomissione” di Michel Houellebecq, purtroppo tragicamente salito in classifica più per il tema proposto che per le qualità intrinseche: parliamo infatti dell’attentato di Parigi al Charlie Hebdo e della difficile integrazione tra popoli e culture, al cui riguardo c’è poco e tanto da dire e su cui non ci soffermeremo per andare subito ad analizzare il libro. “Sottomissione”, già, ma che significa “sottomissione”? Che Houellebecq sia, diciamo così, preoccupato per l’incremento della popolazione islamica in Francia è dato noto e conosciuto, e con questo distopico romanzo di fantapolitica è voluto andare avanti, ipotizzando un momento in cui la Francia, colpevole la debolezza dei partiti classici, si trova ad avere come Presidente della Repubblica Ben Abbes, leader del partito islamico, che convertirà in breve tempo la republique all’islam. Romanzo controverso di uno scrittore non facile, a tratti una sparata razzista o un quadro oggettivo della situazione sociale francese: sicuramente un altro spunto per parlare di noi e del futuro che vogliamo costruire.

Numero ZeroRestiamo in termini di attualità ma torniamo in Italia, dove Umberto Eco tratteggia con spietatezza lo stato dell’editoria giornalistica nazionale: non ci sono scuse per Eco, non per un paese che si guarda allo specchio e si vede ogni giorno più stanco e svuotato di significato. E “Numero Zero” di che parla allora? Lo spunto è suggerito dall’uscita di prova di un nuovo quotidiano, il numero zero appunto, che sulla carta tratterà di politica e di attualità, ma che in pratica si immergerà completamente in quell’indistinto mare magnum di notizie e notiziuole basate sull’illazione, sul ricatto, sulla benzina per quella macchina del fango che nel nostro paese funziona a meraviglia quando si tratta di distruggere una persona, un’idea, qualunque cosa che possa emergere dalla mediocrità anestetica in cui ci troviamo a vagare. Un perfetto manuale per il cattivo giornalismo, ambientato in una Milano dilaniata da Tangentopoli e alle prese col Ventennio che verrà e che sarà tutto un programma.

Visto che oggi abbiamo deciso di volerci bene, aggiungiamo ai due libri appena presentati e che facili non sono un terzo libello che sicuramente ci aggiusterà l’umore: “La parola contraria” di Erri de Luca. Bene, e di che parla  questo libro che ci farà cambiare umore? Parla di Val di Susa e parla della TAV, un altro immenso mausoleo alla speculazione finanziaria, mafiosa e opportunistica basata sull’inutilità e sulla devastazione della natura per far girare i soldi nelle tasche giuste. Erri de Luca è da sempre schierato in questa battaglia che ha visto volare spranghe, denunce e querele, specie per chi ha il potere di saper usare le parole e raccontare uno scempio altrimenti dipinto sempre come “il progresso” mentre chi vuole rispetto per la natura e uno sviluppo diverso diventa immancabilmente “i manifestanti che bloccano le strade”. E il 28 gennaio 2015 avrà luogo a Torino la prima udienza del processo in cui Erri de luca è chiamato a rispondere di istigazione al sabotaggio a favore della protesta No Tav in Val di Susa. Siamo sempre lì: di che futuro parliamo? Parliamone.

Il bacio di GiudaBene, dopo questa tripletta di attualità torniamo indietro di un paio di mesi, quando è uscito “Il bacio di Giuda” di Sveva Casati Modigliani. Giriamo decisamente pagina e ci rilassiamo con l’ultimo libro di una delle autrici di letteratura femminile per eccellenza: lo facciamo un po’ per stemperare questo articolo che vi aveva già fatto aumentare sensibilmente la pressione e un po’ per introdurre un genere che il libraio che sono me medesimo tratta malvolentieri perché ne è completamente ignorante. Bene, e allora perché ne parli? chiederete voi. Beh, forse perché non tratta di storielle d’amore da operetta, ma ci immerge in un mondo ribollente quale quello della Milano del 1945 appena uscita dalla guerra e in un contesto complicato quale quello di una bambina divisa tra l’irrazionale spinta perbenista della madre e l’amore sconfinato per un padre premuroso e gentile. Ci ha colpiti il racconto di una rinascita personale all’interno di una rinascita collettiva e ci ha colpiti ancora di più che la protagonista sia l’autrice stessa. Consigliatissimo per tutti.

Siamo giunti all’ultimo libro in scaletta, incredibile come il tempo passi in fretta quando ci si1Q84 diverte in compagnia, vero? Il libro in questione è “1Q84”, di Haruki Murakami. Come? È un libro vecchio? Acc. non vi sfugge niente. Ma io ribalterò la situazione con un doppio barbatrucco dicendo che a) non sono mai stati trattati su questo sito autori giapponesi e che b) questo romanzo diviso in tre libri si arricchisce della terza edizione giustappunto uscita poco fa. Per cui ecco dal genio dell’autore nipponico un lungo racconto surreale, che mescola e intreccia le vicende di Aomame, spietata e fragile assassina di violentatori di donne, e di Tengo, ghostwriter con un libro inquietante e pericoloso da riscrivere, entrambi alle prese con un mondo onirico e malinconico, dove i destini si inseguono senza mai incontrarsi. Un libro importante, diviso in tre spaccati dello stesso anno, aprile-giugno, luglio-settembre e ottobre-dicembre. Siamo a Tokio. Siamo nel 1984.

Per oggi è tutto, per cui non ci resta che darvi l’appuntamento alla prossima volta con i vostri prossimi libri.

Per intanto buona lettura.

Dite la vostra