Il grande gioco dei soldi e del potere: le banche

Quest’anno sarà l’anno della rivincita, in cui inizieremo a prendere l’Italia e la rigireremo come un calzino, ma per farlo ci mancano gli strumenti e questi quattro romanzi sui soldi, sul potere e sulla finanza – in una parola, le banche – possono venirci in aiuto e addolcire l’amara pillola di dover studiare cose noiose che sentiamo a noi tanto distanti, ma che invece sono proprio quelle che ci hanno negato fino a oggi la speranza del futuro. In ordine storico di ambientazione presentiamo “La congiura dei potenti” di Carlo Martigli, “Il grande gioco” di Claude Cueni, “Per soldi o per amore” di Vittorio Schiraldi e “I Diavoli” di Guido Maria Brera.

La congiura dei potentiSi parla di temi difficili oggi quindi, seppure attraverso il filtro della narrativa, non si ha nemmeno l’impressione di quanto chi maneggia i soldi, quelli veri, possa avere impatto sulle nostre vite e con questi romanzi cerchiamo di imparare qualcosa che ci può tornare utile in futuro, un futuro molto prossimo. Tanto per iniziare dunque facciamo un bel salto indietro nel tempo nella prima metà del ‘500, nel 1521 per l’esattezza, quando troviamo Lutero in piena battaglia contro quella chiesa che ha attaccato ripetute volte e che lo incalza ogni giorno di più. Le sue vicende si intrecceranno con quelle dell’abile banchiere presso cui trova rifugio Jacob Fugger, uno degli individui più potenti della Germania di quel periodo, che aveva finanziato, tra gli altri, sia il papa che l’imperatore. Il momento è bollente, la società è scossa da rivolte e sommovimenti popolari, la chiesa perde credito e tutti gli attori in gioco si troveranno concordi nella ricerca del denaro come finalità da perseguire ad ogni costo. Perché alla fine è solo il denaro che muove il mondo, innescando guerre e progetti a costi altissimi: un bel libro per cominciare a riflettere e raccomandiamo a tutti la lettura di questa intervista per affrontare il romanzo già con gli strumenti giusti.

Fino qui dunque intrighi di potere, interessi, rivolte, niente di nuovo, ma abbiamo visto come i banchieri possano avere un potere insospettato, un potere pericoloso, e prendiamoIl grande gioco questo tassello e lo mettiamo da parte. Per prendere il secondo pezzo del puzzle che stiamo costruendo ci spostiamo avanti nel tempo di un secolo e mezzo e ci rechiamo in Gran Bretagna, in Scozia per la precisione, paese da cui prendono il via le gesta di John Law (1671-1729), protagonista del romanzo “Il grande gioco” di Claude Clueni e personaggio realmente esistito che teorizzò e realizzò ciò che oggi è banale, anche se non conosciuto fino in fondo: la carta moneta. Se infatti oggi andiamo al mercato con le banconote e non con il sacchetto di monete di oro e di argento lo dobbiamo proprio a lui, che separando il valore nominale del denaro da quello intrinseco del metallo di cui la moneta era composta, si poteva emettere molto più denaro e garantire al mercato un liquidità che prima era frenata dalla scarsa disponibilità dei metalli preziosi stessi. Lo so che qui le cose cominciano a farsi un po’ più distanti dalla nostra quotidianità, ma sono concetti semplici che ho riassunto fino all’osso per motivi di spazio e qui trovate una spiegazione più esaustiva sia di questo concetto che del libro.

Dopo le banche mettiamo quindi da parte anche il denaro e la possibilità che possa non Per soldi o per amorerappresentare niente di più dal fatto che sia accettato per convenzione da chi lo usa, venditori e compratori. Con “Per soldi o per amore” di Vittorio Schiraldi torniamo nell’oscuro mondo di banche e banchieri andandone a trovare uno dei più importanti, Nathan Rothschilde, e lo vediamo attendere notizie sull’esito della battaglia di Waterloo fremendo per sapere se abbia vinto Napoleone o Wellington. Perché? Perché l’informazione è potere ed è il proprio il caso di dire che, in senso letterale, il tempo è denaro, soprattutto se serve per sbaragliare i nemici nel cruento campo di battaglia della borsa. Portavoce involontario della notizia sarà Rainer Hassel, che dovrà compiere almeno due viaggi contemporaneamente: uno fisico da Waterloo a Londra e nei meandri più oscuri della capitale inglese sconosciuta dei palazzi del potere e della finanza, e uno morale perché dovrà scontrarsi con la ferrea legge del denaro in opposizione all’amore e ai sentimenti.

Tutto chiaro fino a qui? Adesso facciamo il grande salto e ci teleportiamo ai nostri giorni, dove la finanza si è completamente scollegata dall’economia reale e muove somme che non possono nemmeno essere immaginate.I diavoli Riprendendo il gioco degli indizi, i tasselli di cui sopra, cerchiamo adesso di illustrare questa situazione dei giorni nostri con un romanzo che ci è piaciuto un sacco, una storia di ossessioni tra i floor, i centri finanziari, delle banche più importanti del mondo e un allevamento di tonni. E che c’entra un allevamento di tonni, mi direte giustamente? C’entra, vi rispondo io, perché Massimo, il protagonista de “I diavoli” Guido Maria Brera, broker nella city di Londra, uno dei centri nevralgici della finanza mondiale, stufo di guadagnare denaro sulla vita di milioni di persone in tutti i paesi del mondo, decide di ritirarsi in Toscana per ripopolare il tonno rosso ormai in via di estinzione. Ma sarà richiamato alla sua vita precedente quando si tratterà di salvare l’Italia da un attacco speculativo condotto su larga scala e sarà proprio questa la via per una redenzione che appariva ogni giorno più lontana. Su poi chi siano i diavoli, lascio a voi di scoprirlo, sfogliando un libro che è stata veramente una gran bella sorpresa, avvincente e soprattutto importante per la sua capacità di portarci nelle vere stanze dei bottoni che muovono il potere nel mondo.

Come chiosa di questo articolo, vogliamo consigliarvi due cosette da vedere: la prima è senza dubbio il film “Wall Street” del 1987 con Michael Douglas per iniziare davvero a capire cosa sia l’avidità, e la seconda la trovate direttamente qui sotto, un riassunto di una mezzoretta sul denaro e la sua storia, la stessa che avete trovato nei romanzi presentati.

Buona visione e buona lettura.

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