Vita e malattia: le altre facce dell’amore 2

Nella prima parte di questo articolo sul vivere la malattia, pubblicata alcuni giorni fa e reperibile qui, abbiamo presentato essenzialmente delle storie vere, dei diari di vita e delle esperienza romanzate. Oggi quadriamo il cerchio presentando anche dei romanzi veri e propri, delle storie inventate che potranno allargare il tema introdotto con delle sfumature diverse: oggi tocca ad Alix Kates Shulman con “Il senso dell’amore”, a Giorgia Würth con “L’accarezzatrice”, a Torey L. Hayden con “Bambini del silenzio” e infine a Roberto Alba con “L’estate di Ulisse Mele” e “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” di Mark Haddon.

Il senso dell'amoreAd Alix Kates Shulman il compito di rompere il ghiaccio e di farci immergere immediatamente nel tema di questo articolo: l’autrice si interroga su che cosa sia l’amore, sul suo senso e sui suoi significati più profondi. Per farlo ci guida passo dopo passo in una situazione estrema, un tiro di quelli che la vita è abituata a farci mentre siamo intenti a fare progetti, come direbbe Jim Morrison: un uomo e una donna, marito e moglie, l’incidente di lui e i gravi danni neurologici riportati, due vite si fermano, si guardano, si annusano e decidono di amarsi comunque, di andare avanti “nella buona e nella cattiva sorte”. La Shulman parte dalla propria vita (la vicenda è capitata a lei) per interrogarsi a fondo proprio su quella domanda, su che cosa sia l’amore, e si chiede – ci chiede – che cosa debba fare: se debba abbandonare quello sconosciuto che è ora quello che era il suo amato marito che le risucchia ogni momento di vita, oppure se invece valga la pena creare un nuovo rapporto amandolo diversamente, come non aveva mai fatto prima. Ne nasce una nuova coppia, nuove relazioni, dove il prima e il dopo si imparano a compenetrare, a capire e ad amare.

Giorgia Würth con “L’accarezzatrice” tocca invece un tema scabroso,L'accarezzatrice banale nella sua quotidianità e immenso nella sua complessità come la sessualità: apre l’armadio degli scheletri per parlare di qualcosa che è stato inaspettato anche per me, ma con cui invece ci si deve confrontare e farlo molto bene, la sessualità vissuta dai disabili. Già, perché anche i disabili – prima di essere disabili – sono delle persone con pari dignità di vivere una vita piena, ma come si fa a fare loro vivere l’aspetto sessuale? Da qui parte l’autrice, accompagnando noi lettori nella vita di Gioia, un’ex infermiera che si ritroverà a ricoprire l’inatteso e inimmaginato ruolo di assistente sessuale per portatori di handicap, un’accarez-zatrice, delicato e spesso indispensabile tramite per superare l’apartheid sociale e i limiti veri e drammatici che le malattie pongono sul nostro cammino. Sicuramente un libro per riflettere, un gioiello non certo comune in Italia (mentre in altri paesi il lavoro svolto da Gioia è legalmente riconosciuto, un tema che vi invito ad approfondire anche tramite questa intervista a Giorgia Würth stessa).

Bambini del silenzio“Bambini del silenzio” della psicologa infantile Torey L. Hayden consente a tutti noi, che ormai abbiamo capito che grazie ai libri possiamo vivere mille vite diverse, cosa che tutti i bambini delle elementari sanno da sempre, di affacciarci sull’oscuro mondo dei disturbi psicologici dei bambini. L’autrice ci illustra con grande sensibilità e con scarpe da ballerina tre storie di mutismo selettivo: un bambino, una bambina e una ottuagenaria regredita allo stato infantile a seguito di un ictus, persone con storie di violenza e abusi che o non parlano affatto o lo fanno solo a determinate condizioni. Ma sarà solo grazie a infinita pazienza, infinito amore e infinita dedizione che la terapeuta potrà andare, strato dopo strato, a toccare l’animo dei suoi giovani assistiti e far capire loro che c’è sempre spazio per la speranza.

Il mondo dei cosiddetti “diversamente abili” è molto grande e variegato, come abbiamo finoL'estate di Ulisse Mele ad ora visto e ci preme ancora una volta sottolineare come questo mito della normalità sia giustappunto un mito perché tutti noi siamo fortunatamente diversi e perfetti. Poco importa poi se ti chiami Ulisse e sei sordomuto, non sarai in grado di sentire e ascoltare, ma l’intelligenza per studiare e capire le cose il buon Dio te l’ha data, e poi quanta! Non solo per portare a casa degli ottimi voti, a differenza del fratello Dede e della sorella Betta, ed evitare così le cinghiate generosamente offerte dal padre, vero padrone di quella casa in cima alla collina di terra e sassi della parte più aspra della Sardegna, ma anche per trovare una soluzione alla sparizione di Betta. E un cuore grande ti ha dato, per affrontare e convivere con la di lei morte, per superare il girotondo di polizia, accuse al padre, telecamere e giornalisti che come avvoltoi si avventano su qualunque fatto di cronaca per spolparlo e darlo in pasto a un pubblico che deve per forza essere interessato. Gran bel libro, narrato in prima persona, forse un po’ triste, ma condito di una buona dose di speranza. Che non guasta mai.

Per terminare l’articolo torniamo a parlare di autismo, tema come abbiamo vistoLo strano caso del cane ucciso a mezzanotte molto presente tra queste pagine, presentando “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”, di Mark Haddon: protagonista ne è il quindicenne Christopher Boone, affetto dalla Sindrome di Asperger, una forma di autismo appunto. Il giovane Christopher ha seri problemi relazionali, ma è un genio assoluto con la matematica e la logica, dote che utilizzerà per trovare il colpevole della morte del suo cane. Giovane novello Sherlock Holmes, scoprirà molte cose che lo porteranno più lontano di quello che si potesse immaginare e che non possiamo qui anticipare per non rovinare la sorpresa a chi volesse leggerlo. Sì, bene, ma l’amore qui dov’è? L’amore è tutto per il lettore, per tutte quelle persone che vorranno calarsi nei panni di Christopher (anche questo libro è narrato in prima persona) e scoprire la vita di questo ragazzino, con i suoi picchi e i suoi abissi, con la sua speciale normalità, una prospettiva diversa per osservare tutto e tutti.

Qui terminiamo questa carrellata di libri sulla malattia e speriamo vivamente che sia passata anche a voi la forza che è e che dà la vita se solo glielo lasciamo fare. Buona lettura a tutti, dunque, e che la vita sia con voi.

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