La fiaba: punto di unione tra bambini, giovani e adulti

Ciao a tutti, passata l’abbuffata di libri per adolescenti, ci stavamo chiedendo su che cosa fare il prossimo articolo e alla fine la soluzione è arrivata sfogliando uno dei libri di cui parliamo oggi e cioè: parlare di libri che vanno bene per tutte le età, che si presentano facili facili, ma che leggendo tra le righe facili facili non lo sono per niente. Parliamo di Pinocchio, del Piccolo Principe, di Momo e di Siddharta. Parliamo della fiaba.

Della fiaba si sono occupati grandi intellettuali di ogni latitudine e dottrina, essendoFiabe italiane, Calvino essa stessa universale per nascita e vocazione: consiglio di andare a visitare la pagina di Wikipedia qui e di studiare eventualmente il saggio di Propp “Morfologia della fiaba” o anche “Sulla Fiaba” di Calvino, che si è molto interessato all’argomento scrivendo e raccogliendo molti testi nel suo corposo volume “Fiabe italiane”, fra gli altri.

La fiaba è patrimonio speciale di ogni singolo popolo e basta dare una letta a quelle provenienti da culture differenti per avere un’idea della diversità sintattica e semantica che propongono: basti pensare alla complessità dell’intreccio de “Le mille e una notte” o ai caratteri peculiari dei racconti indiani o cinesi o aborigeni. Ciò che accomuna tutto questo immenso patrimonio umano sono alcuni tratti universali e cioè: presenza dell’elemento magico, indeterminatezza di tempi e luoghi (ricordate il Regno di Molto Molto Lontano di Shrek?) e la contrapposizione netta tra bene e male, tra l’eroe – l’elemento positivo – e il malvagio – l’elemento negativo -, in un rapporto assoluto, senza sfumature.

Ma basta con questa premessa teorica e cominciamo a parlare di libri. Il primo di cui Siddhartatrattiamo è un testo bellissimo, come tutti gli altri del resto, ed inserirlo in questa rassegna potrà sembrare forse una forzatura, perché di certo “Siddharta”, di Hermann Hesse, che considerava questa sua opera alla stregua di un poema indiano, presenta molti tratti particolari che possono allontanarlo dal gruppo trattato, come per esempio il fatto che manchi o comunque non sia così netta la distinzione tra bene e male, non c’è nessuna lotta finale, né fanciulle da salvare o draghi da sconfiggere. Siddharta è sempre con se stesso che si rapporta, è sempre se stesso che lotta e se stesso che salva, “uccidendosi” e rigenerandosi continuamente, fino a raggiungere la pace interiore e l’illuminazione. Chi non l’avesse ancora letto lo faccia e lo rifaccia al più presto: questo è un libro che ogni volta che si legge dice sempre qualcosa di nuovo.

Anche “Il piccolo Principe” esula dalla categoria: anche qui niente buoni contro cattivi e laIl piccolo principe magia è tutta nello sguardo con cui il protagonista accarezza le cose e parla con le persone che incontra nel suo viaggio tra le stelle. E’ un racconto molto poetico che, pensato in una forma agile per ragazzi, ha già conquistato milioni di lettori in tutto il mondo ed è stato tradotto in 206 idiomi tra lingue e dialetti e parla di temi universali quali il senso della vita e il significato dell’amore e dell’amicizia. Da questo racconto fantastico è stato tratto di tutto, tanto forte è il messaggio in esso contenuto e la sua potenza sta tutta nell’apparente semplicità con la quale si presenta: un bambino, degli incontri, una rosa, una volpe sarebbero ben poco se non risuonassero dentro il nostro cuore con una voce ben chiara perché è con il nostro cuore che il piccolo principe sta parlando. E nel suo aspetto educativo risiede il motivo per cui questo piccolo grande libro è stato inserito in questo articolo sulla fiaba, esattamente per questo. E non è poco.

PinocchioQuindi, dopo due fiabe che fiabe non sono, presentiamo adesso un’altra fiaba a metà, direttamente dalla penna di Carlo Lorenzini detto Collodi ecco a voi “Le avventure di Pinocchio”. Romanzo di formazione per eccellenza e fiaba con tanti cattivi da affrontare a partire da se stesso, Pinocchio fu stampato nel 1883 e fu il primo libro ad essere pubblicato in italiano, lingua dell’adolescente stato dove ci troviamo adesso nato nel 1861. Sulla storia c’è poco da dire, tanto è conosciuta, comunque per chi fosse a corto di informazioni basterà rimandare a questa pagina per avere notizie di tutti i tipi o fare un rapido giro in rete per trovare filmati tratti dal cartone animato giapponese, da quello della Disney, dagli sceneggiati che via via si sono succeduti fino al lungometraggio di Roberto Benigni e molto altro. Pinocchio ormai è un patrimonio universale perché incarna il percorso che porta dalla spensieratezza della gioventù alla responsabilità e alla maturità dell’età adulta, una fiaba che finisce bene, ma forse si sa poco che in verità il buon Lorenzini, che in fondo in fondo uno stinco di santo non lo era per niente, stanco e stressato dal successo che il suo racconto mese dopo mese continuava ad avere (fu pubblicato a puntate mensili sul Corriere del Mattino dal 1881 al 1883), in verità avrebbe voluto terminare la storia con il burattino impiccato, ma fu costretto a proseguire fino al lieto fine spinto da un vero e proprio furor di popolo.

Terminiamo questa rassegna con una fiaba vera, finalmente! Ma non unaMomo tradizionale, niente mele, nani, nonnine o fusi incantati, no, niente di tutto questo: parliamo invece di uomini grigi che rubano il tempo e parliamo di una bambina che di tempo per ascoltare ne ha sempre in abbondanza, parliamo di “Momo”, di Michael Ende. Succede che nella città un bel giorno appare Momo, una bambina dall’età indefinita di circa 10 anni e subito entra nel cuore di tutti per la sua capacità di ascoltare tutti con amore e indulgenza, e tutti le vogliono bene, grandi e piccini. Succede però anche che poco a poco sempre più persone, compresi gli amici Beppo Spazzino e Gigi Cicerone, verranno corrotti dagli Uomini Grigi che, con la promessa di mettere al sicuro il tempo risparmiato, in realtà lo sottraggono loro e tutti si troveranno a vivere vite sempre più caotiche e vuote. Tra il loro obiettivo di rubare tutto il tempo a tutti gli uomini si frappone però Momo che, con l’aiuto della tartaruga Cassiopea e di Mastro Hora, colui che distribuisce il tempo a tutti gli uomini, riuscirà a ristabilire il giusto ordine delle cose. Un libro nemmeno tanto semplice che pone il lettore – almeno a me è successo – di fronte ad un grosso interrogativo: che cosa fai tu con il tuo tempo? Di che qualità è? Lo risparmi anche tu evitando i contatti con altre persone o anche solo per dedicarti qualche attimo di vita? E con questo tempo – diciamo così – risparmiato, che cosa ci fai? Dove lo reinvesti? Questo libro è stato per me una vera scoperta perché mi avevano detto che fosse bello, ma che fosse così TANTO bello l’ho scoperto solo leggendolo e lo consiglio veramente di cuore a tutti.

Buona lettura a tutti, dunque, e al prossimo articolo.

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