Consigli per gli adolescenti: i romanzi – 1

Bene bene, passata la sbornia da serie? Cerchiamo di riprenderci piano piano e iniziamo questa rassegna di romanzi consigliati per adolescenti cercando si essere meno “aggressivi” che in passato e procederemo con meno carne al fuoco. Quest’oggi partiamo con i primi tre. Ah, un avvertimento, si tratta tutti di romanzi di recente pubblicazione, di sempreverdi e classici magari si parlerà un’altra volta.

La signorina Euforbia

La signorina Euforbia

Iniziamo subito subito con un bel finalista del Premio Andersen: “La signorina Euforbia” di Luigi Ballerini, un bel libro che apre il cuore per giovani ragazzi e ragazze dagli 8 anni. Un libro buono in tutti i sensi: a partire dal gusto: chi non si immagina già con un bignè alla crema o un millefoglie al cioccolato seduto in pasticceria ad ascoltare storie e il tempo che passa? Ed Euforbia è lì, stravagante pasticcera capace di dare a tutti il dolce giusto, un prodotto pensato, calibrato e realizzato su misura proprio per quella persona in quel momento con quel problema. Difficile, se non impossibile, per Marta e Matteo, dodici anni e un mondo da scoprire, sfuggire dalle sue “grinfie” e non frequentare il corso di pasticceria che Euforbia ha allestito e aiutarla poi anche a combattere contro lo sfratto sopraggiunto per costruire il classico centro commerciale che tutto appiana. Un lieto fine doveroso termina una storia affascinante di gusto e prossimità, di ascolto e aiuto reciproco, di lentezza e sobrietà, di dolce umanità. Peccato solo non poter assaggiare i dolci di Euforbia! Una bellissima recensione la potete leggere qui.

SupersonicoCambiamo completamente universo con il secondo libro, “Supersonico” di Salvatore d’Ascia, lasciamo i buoni sentimenti e ci immergiamo nella difficile e fragile vita di un adolescente immerso in un territorio difficile come quello della camorra napoletana. Vincitore del premio letterario “La Giara”, “Supersonico” ci butta nella vita di un sedicenne delinquentello, immerso nel giornaliero giro di furti, raggiri, rapporti con una donna solo da disprezzare, tutto sparato a velocità supersonica, appunto, verso un destino già scritto: lo scontro per caso con dei camorristi adulti lo proietterà a conoscere il clan, a reclamare il ferro, la pistola, ad abbandonare l’adolescenza ed entrare violentemente nel mondo dei grandi, e lui, che con il suo disagio e la sua fame di vita era sempre pronto a intraprendere qualunque sfida, dovrà dolorosamente rivedere tutte le sue convinzioni. Qui la presentazione del libro da parte dell’autore ad Achab Libri, RAI 2.

Scombiniamo ancora le carte, ma restiamo ben saldi aggrappati a parlare dei disagi dei Diario di Zlataragazzi, disagi e disastri che cambiano loro le vite, problemi che non sono, come dovrebbero essere, i legittimi batticuori e cotte da scuola media, ma riguardano invece la loro stessa vita. Parliamo di quel grande assurdo gioco che si chiama guerra, che gli adulti mettono in scena reclutando come interpreti e comparse popolazioni, adulti e bambini, che non c’entrano niente e che loro malgrado ne sono colpiti. Grandi e piccoli spesso scrivono: lo fanno per esorcizzare quello che sta loro intorno, per renderlo identificabile, misurabile, per buttarlo fuori, per averne meno paura. Lo fece Anna Frank, e ci consegnò un memorandum di atrocità, lo ha fatto Zlata Filipovic, e ci ha dato uno strumento prezioso per capire, per entrare dentro quelle case il cui tetto è sventrato dalle bombe, per vivere le notti in cantina, gli agguati dei cecchini, gli amici bambini uccisi, l’odio che nasce cresce e striscia di strada in strada, di casa in casa.

Non abbiamo scherzato con questa prima puntata, ma i ragazzi devono sapere, devono conoscere, devono poter scegliere la vita che vogliono prima che la vita lo faccia per loro.

Buona lettura a tutti.

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