Nuovi suggerimenti per un’estate di libri

Ciao a tutti, torniamo a dare suggerimenti di libri con cui trascorrere le vacanze di quest’estate che finalmente ha dato un’occhiata al calendario e si è accorta di essere entrata in agosto. Capito? Agosto! Ora le vacanze sono davvero nel clou e se anche fuori piove a noi che ci importa? Siamo o non siamo in vacanza? Anzi, meglio! Fuori piove e io ne approfitto per stare in compagnia di un bel libro. Magari torno a casa poco brunito, ma di sicuro non ho certo perso tempo.

Un paesaggio di ceneri

Un paesaggio di ceneri

Ecco quindi un’altra bella carrellata di consigli ed iniziamo con “Un paesaggio di ceneri”, di Elizabeth Gille, un testo denso, scritto magistralmente, sicuramente diverso dalla solita lettura da ombrellone, anzi. Vi avviso, i libri di questo articolo non sono adatti alle vacanze del cervello, quelli li trovate dove volete… Dicevamo, perché iniziare dal libro qui a destra? Perché la storia di Lea cattura e commuove? Perché l’assenza dei genitori a causa della persecuzione nazista ci porta in un mondo di incertezza e tormento che ci coinvolge fino a fare il tifo per questa bimba innocente? Perché i legami di un’amicizia vera, che va ben al di là delle parole, possono ridare la speranza? Per seguire il percorso di Lea, che scommette col destino per ricostruirsi un’identità e una personalità distrutte dalla guerra? Forse solo perché questa storia si avvicina molto all’autobiografia dell’autrice, figlia di Irène Némirovsky, intellettuale fervida e sensibile morta di tifo in un campo nazista.

Il gioco di Ripper

Il gioco di Ripper

Da Isabel Allende, “Il gioco di Ripper” dimostra quanto l’autrice sia versatile e capace di stupire e incantare navigando tra i generi letterari. Dalla toccante poeticità femminile di “Paula” alle vicende di “Eva Luna”, dalla saga familiare de “La casa degli spiriti” alle avventure di “Zorro” all’impegno sociale de “L’isola sotto il mare” (qui il link al sito ufficiale, ricco di moltissime informazioni su questa prolifica scrittrice cilena). Con Ripper, ispirato a Jack The Ripper, Jack lo Squartatore, la Allende si scopre protagonista anche nel genere thriller. Seguitemi: prendete madre e figlia, tanto solare e indipendente la prima quanto affascinata dal lato oscuro delle persone e geniale la seconda, un legame forte che le lega e una serie di omicidi su cui Amanda, la figlia, inizia a indagare più per gioco che altro. Le cose cambiano quando Indiana, la madre, sparisce senza lasciare alcuna traccia.

Il quadro mai dipinto

Il quadro mai dipinto

Con “Il quadro mai dipinto”, di Massimo Bisotti, torniamo a parlare di identità e felicità. Ci mettiamo a vestire i panni di Patrick, pittore con l’ossessione della perfezione, lo vediamo disperarsi quando va in soffitta e scopre che dal quadro che ritrae il suo più grande amore la donna ritratta è sparita, lo seguiamo in uno stato confusionale scappare da Roma e rifugiarsi a Venezia e ci preoccupiamo quando una botta in testa lo tramortisce e lo lascia confuso e dimentico di chi sia e soprattutto di cosa ci faccia tra calli e gondolieri. Sarà una serie di vicende, di personaggi che ci augureremmo tutti di incontrare almeno una volta nella vita, di coincidenze (?), di amnesie e riscoperte a catturarlo e affascinarlo fino a farlo esultare quando troverà nella bella Raquel, incontrata ad una festa, la donna fuggita dal suo dipinto. Un libro sul perdersi e il ritrovarsi, sulla memoria e l’accettazione di se stessi, buono come una carezza al tramonto.

La casa nel bosco

La casa nel bosco

Continuiamo questa eterogenea rassegna parlando di famiglia tramite due fratelli, Gianrico e Francesco Carofiglio, che, con “La casa nel bosco” hanno voluto sondare e raccontare il rapporto conflittuale e problematico di due fratelli. Chi meglio di loro, entrambi scrittori affermati, avrebbe potuto farlo meglio (per approfondimenti qui trovate l’intervista a Vanity Fair)? La scusa la dà la vendita della casa della loro infanzia, dove i due si recano prima di consegnare le chiavi al nuovo proprietario e saranno quei momenti trascorsi insieme, quel cocktail fatto di ricordi e sapori, di profumi ed oggetti a far capire ai due quanto in realtà siano simili e quanto affetto covava sotto il velo superficiale di ipocrisia e piccoli grandi rancori. “Un memoir a quattro mani che racconta di amicizie perdute, di amori rubati, di vecchi fumetti e di torte di ricotta. Un ricettario, non solo metaforico, dell’infanzia, dell’adolescenza e di un’età adulta ancora capace di riservare sorprese.”

Un'idea di felicità

Un’idea di felicità

Concludiamo questo articolo fatto di romanzi con un libro che un romanzo non è: dall’incontro di Luis Sepulveda e Carlo Petrini, “Un’idea di felicità”, amichevole, coinvolgente ed emozionante dialogo sui massimi sistemi, sulla felicità che ci appartiene anche se spesso (sempre?) ne siamo inconsapevoli. Due menti lucide, due sguardi innamorati sul mondo, due visioni coincidenti sulla vita di questo uomo moderno che corre corre e che non arriva da nessuna parte. Un invito accorato a tutti gli uomini a rallentare, a riscoprire i ritmi della natura e della vita, a trarre gioia dal far germogliare un seme o dallo spezzare il pane con un amico; a riflettere su che cosa sia la vita e la felicità, che non essere d’accordo si possa e si debba fare. Un augurio a che la felicità non sia solo un’idea.

A questo augurio non possiamo che unirci anche noi. Buona lettura.

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