Come te la cavi con l’italiano?

Vacanze in arrivo!

Vacanze in arrivo!

Bene, la scuola è ormai quasi finita e si stanno per schiudere le porte delle tanto agognate vacanze estive; certo, qualcuno dovrà sudare sui libri durante queste assolate giornate, tipo chi avrà degli esami da superare o un debito da rimettere, ma tutto sommato quando c’è il sole non serve nient’altro per rimettersi in pace con l’universo.

E invece il libraio, che come è notorio odia i suoi più piccoli lettori e non riesce a fare a meno di vederli lavorare e crescere e di stimolare le rotelle già surriscaldate delle loro scatole craniche, per portare un po’ di scuola là dove di scuola non ce n’è più (bestemmia!), ha pensato bene di consigliare, anzi, meglio, di presentare, ché consigliare sarebbe osare troppo, alcuni libri per i giovani scolari (ma a pensarci bene questi libri fanno bene un po’ a tutti): per ripassare, fugare dubbi e costruire certezze sulle  materie più importanti, come l”italiano e la matematica, ma non solo. Inizia così una carrellata di appuntamenti che ci terrà compagnia per un po’ di tempo, ma andiamo ora, orsù!, ad iniziare con la prima parte dei testi sull’italiano.

Benvenuti a Grammaland

Benvenuti a Grammaland

Se ci siamo tutti possiamo cominciare e il nostro percorso si snoderà tra sentieri di virgole, cespugli di accenti e apostrofi, aggirerà pericolosissimi boschi di congiuntivi e sarà sospinto da vènti di vocali aperte. Sì, perché Grammaland è un parco dei divertimenti, l’unico posto dove dei ragazzini che hanno dimenticato l’uso della grammatica potranno riappropriarsi di regole del bene scrivere e del bel parlare dopo anni di troncature, brutture e codici cifrati propri dei media di oggi, dalla televisione a facebook agli SMS. Un parco divertimenti dove i ragazzi protagonisti incontreranno giungle, liane, indovinelli, labirinti e trabocchetti, ma anche una serie di maestri d’eccezione come Tarzan, Dante, maghi e Mangiafuoco. Prkè nn vnt a fr 1 giro?

E noi andiamo avanti, cercando di dimenticare il vergognoso tentativo di espressione in questa neolingua giovanile che tanto somiglia alle lingue scritte semitiche per l’avarizia nell’uso delle vocali, e proseguiamo in un ideale moto verso la padronanza della lingua affrontando un altro testo che fa al caso nostro.

Piuttosto che

Piuttosto che

“Piuttosto che”, di Valeria della Valle e Giuseppe Patota, rappresenta un’integrazione e un approfondimento al percorso iniziato e, visto che le regole della grammatica ce le siamo già reimparate sopra, possiamo adesso passare alle limature della parola scritta e della sintassi del verbo parlato. Esemplare è il caso della locuzione del titolo, che, a causa di utilizzi “allegri” di personaggi televisivi e politici, dalla sua originaria funzione avversativa o comparativa come “anziché” o “invece di”, viene fatta virare verso il senso disgiuntivo di “o”, “oppure”, causando confusione e confermando il dilagare dell’ignoranza più becera.

Ma torniamo in noi per proseguire il viaggio iniziato per perfezionare il nostro italiano, ricordate? Il prossimo testo riprende e completa quanto già appena mondato, ma siccome noi siamo dei perfezionisti, vogliamo sempre tendere al meglio e allora che IL MEGLIO sia!

L'italiano in gioco

L’italiano in gioco

Dagli stessi autori del libro precedente, “L’italiano in gioco” è esattamente il testo che fa per noi, che vogliamo impa-rare, certamente, ma se riusciamo a farlo divertendoci e affrontando sfide sempre più ardue, alla fine siamo più contenti. E allora ecco tre livelli, dall’elementare all’inter-medio fino all’avanzato, con cui possiamo misurarci, in solitaria o in gruppo, a tenzoni sempre più difficili: dall’esatta accentazione di alcune parole (come amaca e rubrica per esempio), al significato di una scelta di vocaboli sempre più ardua, alla divisione in sillabe. 1000 quiz per tutti i gusti e tutti i livelli che non potranno che farvi riinnamorare della vostra lingua.

Come sempre, andiamo a concludere con il botto e l’ultimo libro in catalogo sarà la summa di questo percorso, quindi: se abbiamo iniziato ristudiando la grammatica e ci siamo via via perfezionati limando gli errori e sciogliendo i dubbi di ortografia e sintassi, che cosa mai potrebbe aspettarci adesso? Esatto, adesso parliamo di scrittura!

Scrivere bene è un gioco da ragazzi

Scrivere bene è un gioco da ragazzi

Per chi non l’avesse già notato, questo libro è di Massimo Birattari, autore di Grammaland, censito poco sopra ed è curioso notare come ci siano autori che amano così tanto un argomento che si dedichino alla sua illustrazione e spiegazione producendo testi che sembrano doppioni di se stessi, ma che in realtà sono nuove inquadrature e nuovi approfondimenti.

Il libro, strutturato come un romanzo imperniato su un videogioco, vede i ragazzi protagonisti, e loro malgrado coinvolti, strappati dalle loro vite e impegnati nelle attività del gioco per imparare a scrivere “bene”: infatti solo in questo momento potranno fare ritorno a casa e alla loro quotidianità, quando cioè la loro produzione linguistica rispetterà le proprietà di chiarezza espositiva e correttezza grammaticale. In fondo che cosa è la scrittura? Trasmettere il proprio pensiero, la propria vita interiore tramite uno strumento che è la lingua. E i due aspetti sono assolutamente interdipendenti: maggiore chiarezza ho dentro di me e meglio mi posso esprimere e posso creare i miei pensieri, e al contempo meglio esprimo quello che penso e più facilmente posso accedere a strutture e pensieri più complessi.

Detto in parole più terra terra: saper cucinare bene un uovo al tegamino mi farà sentire bravo abbastanza per aver voglia di preparare un giorno una torta nuziale e al contempo mi darà le basi minime per sapere come utilizzare gli strumenti del mestiere come mestoli e fornelli. E questi due livelli cresceranno di pari passo insieme senza che l’uno possa esistere senza l’altro. Maggiori approfondimenti su questo tema sono leggibili qui, in questa guida di Umberto Santucci, mentre l’intervista a Massimo Birattari, interessante sotto molti punti di vista, è reperibile a questo link.

Per cui buona lettura, buon ripasso e buona scrittura: in una parola, buona vita!

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