2014: un anno di meraviglie linguistiche

Calendario 2014 Assimil

Una parola stran(ier)a al giorno.

Come buona prassi (quasi) quotidiana, abbiamo deciso di augurare il buon giorno a tutti gli amanti delle lingue straniere grazie a questo straordinario strumento: un calendario a pagine strappabili che contiene una parola straniera strana per ogni giorno dell’anno.

E così ce ne sono di divertenti, assurde, assolutamente fuori di testa, ma d’altronde la lingua nasce per descrivere la realtà che circonda il parlante, e quindi una “Lepur”, che in hindi significa “con un girovita elegante come un leone” può andare tranquillamente a descrivere una donna attraente, mentre magari sempre in India non avranno possibilità alcuna di sapere cosa significhi “Nusuka ak tuat”, visto che indica l’atto di affondare la faccia di qualcuno nella neve ed è una parola norvegese.

In Zambia poi hanno una parola specifica per un atto universale, quale quello di calmare un bambino o farlo smettere di piangere facendolo divertire, che è “Tuman”, come universale è anche l’atto di rendere omaggio a un parente o un amico morto portando dei fiori alla tomba, ma in Indonesia tutto questo si esplica con la parola “Naffata”, e così via, di giorno in giorno, di parola in parola.

La lingua colora il mondo

Quel bellissimo regalo che sono le lingue

Fresco di stampa è anche questo testo molto divulgativo che parla delle lingue, di tutte le lingue, ed è bello leggerlo non perché così facendo uno diventi improvvisamente poliglotta grazie ai numerosi esempi e salti tra i vari popoli del mondo – magari! -, ma perché dà la possibilità di riflettere su quello strumento straordinario a cui spesso diamo pochissimo peso, come fosse scontato, che è la lingua che parliamo quotidianamente. La lingua è un’invenzione straordinaria: ci permette di relazionarci con il mondo, finanche a crearlo, definendo in modo arbitrario il significato e applicandogli addosso una parola che servirà per indicarlo. Concetto difficile? Mi spiego meglio. Perché per me il “Ghiaccio” è un’entità sicura, trasparente, so di cosa parlo, mentre gli Eschimesi hanno bisogno di una ventina di termini diversi per definirlo? Magari perché per loro avere a che fare con un tipo di ghiaccio o con un altro è cosa fondamentale, mentre per me significa solo che è giunto il tempo di mettere la maglietta felpata. E così via, fino a dimostrare che definire la realtà significa realmente crearsi la propria realtà, e che allora un tedesco è così “quadrato” anche perché la propria lingua, così rigida e univoca, lo è, al contrario dell’italiano, che, avendo molti modi per dire la stessa cosa, denota una personalità più sfaccettata. Un libro solido per un argomento controverso.

L'Europa linguistica

Una illustrazione tecnica sulla linguistica europea

Avete capito che al libraio piace la linguistica? Che adora le lingue e tutte le verità che alle lingue sottendono? Esatto, il libraio è un glottologo e tanto per onorare i propri studi e per fare una dovuta marchetta e onorare il proprio ateneo e il professore che lo ha condotto agli altari della laurea, vi propone questo testo. Dalla penna di Alberto Nocentini, emerito docente di Glottologia e Linguistica Storica all’Università degli Studi di Firenze, “L’Europa Linguistica. Profilo storico e tipologico.” Certo, è un testo universitario e si presenta poco incline alla divulgazione “volgarizzata” urbi et orbe. D’accordo, a moltissimi della linguistica non interessa niente e men che meno un’illustrazione comparativa sullo sviluppo delle lingue europee, sulla loro storia e sulle loro vicendevoli influenze. Cionondimeno, non si tratta di un testo inaccessibile e darà molte illustrazioni al volenteroso e appassionato lettore per capire molto di più su quello che dice, sul come lo dice e sul perché lo dice. Si ritenga fortunato il lettore, io stesso quel libro non ce l’avevo quando studiavo, non in modo organico almeno: praticamente, mi sono laureato sugli appunti sparsi.

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