Un finale col botto: Player One

Player one

Una caccia al tesoro su scala cosmica e una ribellione senza precedenti.

Bene, signore e signori, con Player One di Ernest Cline raggiungiamo l’apice e il punto massimo del climax di questa rassegna dedicata alla rivolta pensando a libri per ragazzi.

Questo è un libro scritto e pensato, nonché ideato e amato, da un nerd a tutto tondo, che negli anni ’80 ha lasciato il cuore e che di anni ’80 ha farcito questo libro. Ma andiamo con ordine.

Siamo nel 2044, il mondo sta vivendo un momento terribile in seguito a una guerra nucleare e ad una depressione economica. Il mondo, il mondo reale è un postaccio. L’unica valvola di sfogo e unico modo per coltivare una speranza di vita è rifugiarsi nell’altro mondo, quello virtuale di OASIS, una piattaforma on line dove è possibile fare di tutto: studiare, giocare, lavorare, persino sposarsi, e soprattutto è un universo vero e proprio con pianeti, galassie e mondi slegati ai paletti fisici che la realtà vera comporta, per cui, spazio alla fantasia.

Abbiamo descritto la scena e per introdurre i personaggi bisogna fare un’altra minipremessa: destino vuole che James Halliday, visinario e multimiliardario creatore di OASIS, muore e siccome non ha eredi, lascia tutto il suo patrimonio e anche qualcosa si più a chi risolverà tre enigmi che lo sconfinato metaverso di OASIS cela, enigmi incentrati sulla cultura pop degli anni 80, di cui Halliday era fanatico. E “cultura pop” significa milioni di cose: musica, film, videogiochi, libri, fumetti, giochi, cartoni e chi più ne ha più ne metta.

A questo punto la caccia è ufficialmente aperta, ed è a questo punto che introduco Wade, il protagonista, i suoi compagni Art3mis ed Aech, e il cattivo di turno, la IOI, una potente multinazionale pronta a tutto pur di vincere la sfida.

Ernst Cline, il geniale autore.

L’ammirevole autore è qui ritratto davanti alla sua Delorian e munito del kit dei Ghostbusters.

Bene, a questo punto tutto è pronto per lo svolgersi della storia: dopo anni di ricerche infruttuose, Wade scopre e risolve il primo enigma e tutti i cacciatori riprendono vigore, ci saranno inseguimenti, inganni, amori, sorprese fino a una rocambolesca ed epica battglia finale come nemmeno nel Signore degli Anelli.

Ripeto, è un libro per chi negli anni ’80 è cresciuto e degli anni ’80 si è cibato. Ecco, queste persone e SOLO queste DEVONO leggere questo libro, sono 632 pagine ma fileranno via in due giorni, garantito. Ripeto, è un libro bellissimo, da leggere tutto d’un fiato, da far venire la bava alla bocca dalla goduria, un modo per veder coronato un sogno per tutti quei nerd che dicevo sopra e per rivivere un momento della propria giovinezza.

Ah, la Warner Bros nel 2010 ne ha acquistato i diritti: film in arrivo? Personalmente non so che sperare… E voi? Leggetelo e poi dite la vostra, così come dovrete leggerlo per capire come questo libro si inserisca in questa rassegna sulla rivolta. Sì, perché il tesoro di Halliday può essere di più di quello che sembra… Buona lettura.

Dite la vostra

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