E rivolta sia! V per Vendetta

V for Vendetta

La rivolta nel fumetto: V for Vendetta

Siamo quasi alla conclusione di questa rassegna di libri per ragazzi sulla rivolta e abbiamo deciso di dedicare questo penultimo capitolo ad un medium, un canale, decisamente giovane quale è il fumetto.

Si badi bene però, V per Vendetta non è classicamente un fumetto per ragazzi, quanto invece una storia compiuta destinata ad un pubblico più adulto come potrebbe essere quello di 1984 di Wells, una graphic novel a tutto tondo.

La storia è famosa e conosciuta per svariati motivi. Scritta da Alan Moore, eclettico mostro sacro della narrativa a balloon d’oltremanica, e illustrata da David Lloyd, è stata pubblicata dal 1982 al 1985, inizialmente in bianco e nero e poi colorata per le edizioni successive, narra le vicende di V, enigmatico personaggio in lotta contro il regime che si è instaurato in una Gran Bretagna distopica. Ma le vicende saranno anche quelle di Evey, bambina e poi ragazza di cui V si prenderà cura fino ad elevarla a spirito libero e quindi a sua erede nella lotta contro ogni totalitarismo.

La storia narra anche indirettamente la vita di Guy Fawkes, anarchico in lotta contro il potere reale, le cui fattezze sono riprodotte dalla maschera di V (che in effetti non appare mai a volto scoperto) e che sono diventate il simbolo di un sentimento di ribellione al potere costituito e per questo adottate in qualunque movimento di protesta.

Maschera V

Una maschera in lotta contro il sistema

Dal fumetto, dato il suo contenuto altamente esplosivo, è nato negli anni scorsi anche un film, con Hugo Weaver e Natalie Portman, che ne ha cementificato il successo, rendendolo un’opera di culto per migliaia di persone, la realizzazione concreta di un sentimento di avversione contro i soprusi forse a tratti donchisciottesca e ingenua, ma sicuramente nobile e genuina.

Ma dove eravamo rimasti parlando dell’opera? Naturalmente V ce la farà a scardinare il regime, a colpi di teatralità e di musica classica, di cultura in una parola, e il suo “funeral vichingo” darà anche il colpo di grazia al parlamento inglese, ormai divenuto ricettacolo di ogni marciume e crimine. Ma il suo mito non morirà con lui, ed Evey sarà pronta a indossare la maschera e ad addestrare nuove persone perché l’animo di V non sia in una sola persona fisica mortale, ma sia piuttosto un ideale di libertà imperituro che alberga in tutte quelle persone che non possono più tollerare che i propri diritti vengano calpestati.

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