Internet e rivoluzione: Alif l’invisibile

Alif l'invisibile

Un hacker, un amore sbagliato, un libro mitologico, una rivoluzione non più evitabile.

Bene, qui le cose iniziano a farsi più complicate: perché? Beh, perché ci sono i computer, c’è un formidabile hacker, un regime oscurantista e un libro impossibile, un libro scritto dai Jinn.

Capito qualcosa? No, vero? Allora cerchiamo di andare per gradi e partiamo dal libro. Tutti conoscono Le mille e una notte, monumento della cultura araba, ma pochi conoscono I mille e un giorno, un libro scritto direttamente dai Jinn, esseri soprannaturali difficili da immaginare per un occidentale (maggiori spiegazioni le trovate qui), in grado di donare un potere immenso a chi lo sappia domare senza impazzire. Ebbene, e se questo potente libro potesse fungere da base per un firewall impenetrabile anche per la Mano, l’occulto tiranno di un paese medio-orientale non ben specificato, ma che potrebbe esistere benissimo?

Alif è un hacker, specializzato nel proteggere i dati di persone scomode al regime, che un bel giorno viene in possesso di una copia del libro di cui abbiamo detto, un libro che non dovrebbe neppure esistere e che lo catapulterà, tra dolori e tradimenti, tra meraviglie e nuovi compagni, ad affrontare direttamente la Mano e il regime imposto.

Ora, messa così, non sembra discostarsi da un classico romanzo per ragazzi alla Cappa e spada, eppure vi devo smentire: il libro è molto di più. E’ una vera e propria immersione nel mondo arabo, ricca di termini che danno l’accesso a una cultura così vicina eppure così lontana, ai suoi modi, alla sua religione e pure alla sua cucina.

Alif - Articolo L'espresso

La recensione dell’importante settimanale L’Espresso

Si tratta di un libro di una “convertita”, di una donna occidentale che si è convertita all’Islam e che di Islam è innamorata.

Una favola per ragazzi dicevamo, ma per ragazzi già smaliziati, capaci di andare oltre la “semplice” rivoluzione – io buono, tu cattivo – e di rimanere affascinati da questo mondo virtuale che nella sua semplice complessità diventa metafora della creazione del Mondo stesso, sia opera di Allah, Yahweh, Brama o chi per loro.

Dite la vostra